Cdm: stop graduale al finanziamento pubblico ai partiti

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Il Consiglio dei ministri approva il ddl che abolisce la norma attuale: saranno introdotti incentivi fiscali e contributi diretti dei cittadini. Il sistema sarà a regime dal 2016. M5S: "Legge truffa"

Proroga del bonus casa fino al 31 dicembre 2013, presentazione di un ddl per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e la nomina del prefetto Alessandro Pansa come nuovo capo della Polizia. Sono queste le decisioni principali prese dal Consiglio dei ministri di venerdì 31 maggio.

Ecobonus sale al 65%, detrazioni per mobili - La detrazione fiscale del 50% delle spese per ristrutturazioni, fissata in precedenza fino al 30 giugno, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2013. "Tale proroga - si legge nel comunicato del governo - è stata estesa anche all’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, per un massimo di 10 mila euro (in pratica si concede un bonus di 5.000 euro)". Proroga fino a fine anno anche per le detrazioni che riguardano lavori per il risparmio energetico, il cosiddetto ecobonus, che passa inoltre dal 55% al 65%. Su questo punto nel corso della riunione di governo si era ipotizzato anche di alzare l'aliquota fino al 75%. Per coprire i 200 milioni annui dell'ecobonus, ha spiegato il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, aumenterà dal 4 al 21 per cento l'Iva dei prodotti non editoriali venduti assieme a quelli editoriali (LA SCHEDA).

Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti - Il Consiglio dei ministri ha anche approvato il disegno di legge che abrogherà il finanziamento pubblico ai partiti per sostituirlo con un sistema che prevede la detrazione fiscale per i contributi versati dai cittadini ai partiti. Secondo quanto stabilisce la proposta del governo i partiti in futuro si potranno finanziare attraverso due canali: erogazioni volontarie dei cittadini, detraibili del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro e del 26% per tutti gli altri fino a un massimo di 20mila; e destinazione volontaria del 2 per mille. Ad abbassare i costi di gestione dei partiti, però, verranno concessi a titolo gratuiti spazi (anche televisivi) e servizi. Nei capoluoghi di provincia, per esempio, il demanio dovrà individuare locali idonei all'attività politica.



Benefici solo per partiti dotati di statuto
- L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti sarà in ogni caso graduale e spalmata nell'arco di tre anni. Ad una prima riduzione del 60%, prevista per il primo anno, ne seguirà una del 50% il secondo anno e una del 40% al terzo anno, fino all'abolizione completa. Ad avere diritto a questi benefici, però, saranno solo quei partiti che si doteranno di uno statuto con criteri di trasparenza e democraticità. Norma che ricalca in parte il discusso disegno di legge Zanda - Finocchiario che voleva introdurre la personalità giuridica per i partiti.

Letta: "Approvare ddl, ne va di credibilità politica italiana" - Il presidente del Consiglio Enrico Letta, nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, si è augurato che "il Parlamento approvi rapidamente" il ddl sul finanziamento ai partiti, "perché ne va della credibilità del sistema politico italiano". E ha spiegato: "La formula 'salvo intese' (che aveva fatto storcere il naso ad alcuni commentatori) è legata alla 'bollinatura' della Ragioneria, non a problemi di natura politica, perché i nodi politici erano già stati sciolti la settimana scorsa. La coesione politica della maggioranza intorno a questo tema è stata importante". Quanto alla fase transitoria per il passaggio dalla disciplina del finanziamento pubblico al sistema del 2 per mille, Letta ha spiegato che "il decalage del vecchio regime rispetto al nuovo è reso necessario dal meccanismo fiscale".

Grillo: "Legge truffa" - Netta la bocciatura del leader del Movimento 5 Stelle al disegno di legge sul finanziamento ai partiti. "Una 'legge-truffa', una presa in giro per i cittadini che continueranno a pagare per far campare i partiti" scrive Grillo su Twitter, rilanciando un post sul profile Facebook del M5S, che annuncia proteste clamorose. Grillo poi, in un successivo post sul suo blog, lancia l'hashtag #leggetruffa e ipotizza che, con questa nuova legge, l'importo totale a disposizione dei partiti potrebbe addirittura aumentare. Accusa respinta dal ministro Quagliariello, che, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi, spiega che con la formula del 2 per mille: "Un tetto ai contributi c'è: 61mln  di tetto massimo, se tutti dessero delle opzioni". "La cosa chiara e inequivocabile è che i partiti dal prossimo  anno prenderanno meno e quello che si risparmia verrà messo in un fondo per diminuire il debito pubblico" ha poi aggiunto il ministro per le riforme.

Pansa nuovo capo della polizia - Il governo ha inoltre nominato il prefetto Alessandro Pansa come nuovo capo della Polizia, posto rimasto vacante dopo l'improvvisa morte lo scorso 20 marzo di Antonio Manganelli. E' stato il ministro dell'Interno Angelino Alfano a proporre Pansa mentre la carica di vice resterà ad Alessandro Marangoni, che aveva assunto le funzioni di vicario fino ad oggi. Nato a Eboli (Salerno) 62 anni fa, sposato, con due figli, il nuovo capo della polizia ha passato anni importanti della sua carriera al Servizio centrale operativo (Sco) insieme ai suoi due predecessori al vertice del Dipartimento di Pubblica sicurezza, Antonio Manganelli e Gianni De Gennaro. La sua vita professionale ha avuto inizio in Calabria nel settore del contrasto sia nel settore del contrasto alla criminalità organizzata che al terrorismo. Nel corso della sua carriera ha condotto indagini contro le organizzazioni mafiose che hanno portato alla cattura di latitanti come Nitto Santapaola. La nomina a prefetto arriva nel 2000, mentre nel 2003 diventa direttore centrale dell'immigrazione e della polizia di frontiera. Nel 2005 diventa vicecapo della polizia e coordina la Direzione investigativa antimafia, la Direzione centrale per i servizi antidroga ed è stato responsabile per le strategie di contrasto al traffico di migranti.  Nel 2010 è diventato capo Dipartimento per gli affari interni e territoriali, incarico che ha mantenuto fino ad oggi.

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