Letta: "Riforme in 18 mesi". Legge elettorale, Pd diviso

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Il premier: "Un'occasione storica da cogliere". E sulle amministrative: "L'astensionismo è un drammatico campanello d’allarme". Tensione tra i democratici sulla mozione Giachetti, per il ritorno al Mattarellum. La Camera la respinge con 400 no

Mentre il Parlamento avvia il dibattito sulle riforme istituzionali, la legge elettorale torna a dividere la maggioranza e anche il Partito democratico al suo interno. Tra le mozioni presentate a Montecitorio sulle riforme nella giornata di mercoledì 29 maggio ce n'era una, primo firmatario il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti (Pd), che chiedeva al Parlamento di fare marcia indietro sulla legge elettorale, tornando al modello precedente al Porcellum, cioè al Mattarellum. Una mossa che ha fatto salire la tensione tra i democratici, con Anna Finocchiaro che ha definito la mozione "un atto intempestivo" (VIDEO).
Nella serata di mercoledì l’aula di Montecitorio, con 400 no e 139 sì, ha però respinto la mozione presentata da Giachetti, approvando invece quella di maggioranza.
Nello stesso giorno il premier Enrico Letta ha parlato al Senato delle riforme, dando all'esecutivo 18 mesi di tempo e dicendo che si tratta di "un'occasione storica da cogliere assolutamente".
Sempre mercoledì anche il Senato ha approvato la mozione di maggioranza sulle riforme costituzionali con 224 sì, 61 no e 4 astenuti. La mozione impegna il governo a presentare entro giugno un ddl costituzionale che preveda una procedura straordinaria per la riforma della Costituzione.

Letta: “Riforme, non possiamo mancare l’occasione” - Il processo di riforme "iniziato il 22 aprile scorso" ci pone davanti "ad un'occasione storica da cogliere assolutamente e che possiamo cogliere perché è alla nostra portata". Così il premier Enrico Letta intervenendo al Senato sul dibattito sulle riforme sottolineando che "possiamo dare una maggiore capacità di decisione e rappresentatività alle nostre istituzioni" anche in chiave europea.
"La legge elettorale va cambiata, sarà parte fondamentale del processo di riforme perché l'attuale legge non è giusta per le esigenze. Va cambiata ma sappiamo che dobbiamo far sì che sia un percorso fatto insieme con larga condivisione" (VIDEO).
“Non può iniziare oggi un percorso dai tempi indefiniti: sarebbe la cosa peggiore, darebbe l'idea che siamo punto e da capo, a svolgere un esercizio che poi non porterà a niente", ha ammonito il premier. Dunque "dobbiamo darci 18 mesi, sono un tempo che ritengo sia quello giusto, non può essere successivo. Ovviamente è un percorso complesso, ma dobbiamo fare bene e presto".

Giacchetti: “Tranquilli, ci riproverò” - "Ho già provato nella scorsa legislatura a superare il porcellum, ci ho provato adesso, posso solo dire amichevolmente a Letta e ai membri del governo che possono stare tranquilli che con un po' più di fantasia, appena possibile, ci riproverò”. Lo ha detto Roberto Giachetti nel dibattito alla Camera sulle dichiarazioni di voto sulle mozioni per le riforme. "Voglio esprimere - ha sottolineato - piena adesione a maggioranza per il percorso di riforme costituzionale. Il mio ringraziamento va a chi ha aderito spontaneamente alla mozione che ha solo esclusivamente l'interesse di portare l'aula a scegliere di passare dalle dichiarazioni sul superamento del porcellum ai fatti. Un piccolo fatto che era l'avvio del dibattito nelle commissioni competenti", ha concluso.

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