Porcellum, accordo sui tempi. Ma è scontro sulle modifiche

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Sembra già vacillare l’intesa raggiunta tra Pd e Pdl nel vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. Restano da dirimere ancora tutte le questioni di merito: premio di maggioranza del Senato, soglia minima e preferenze. Democratici divisi anche all’interno

Accordo sulla necessità di procedere con ritocchi light al Porcellum, ma nessuna decisione nel merito delle modifiche "minimaliste" all'attuale sistema elettorale: questo l'esito politico del vertice governo-maggioranza sulle riforme. E che, nemmeno 24 ore dopo, fa già salire la tensione tra Pd e Pdl (GUARDA LA RASSEGNA STAMPA). Le diverse posizioni all'interno della maggioranza, infatti, non consentono ancora di stabilire quali e quanti punti controversi della legge “porcata” (definita così dal suo firmatario, l’ex ministro Calderoli) modificare. Non solo: all'interno degli stessi partiti la linea non è univoca.

Dunque, maggioranza e governo hanno convenuto, al vertice a Palazzo Chigi, di fissare intanto tempi e metodi, e rinviare a nuovi incontri e, soprattutto, a quando sarà ultimato il giro di orizzonte che il ministro Quagliariello avvierà con i partiti proprio per verificare le possibili convergenze, per entrare nel vivo della riforma "minimalista”, come la definisce Renato Brunetta. Restano tutti da sciogliere i nodi sul premio di maggioranza e sulle preferenze.

Ma restano da dirimere ancora tutte le questioni di merito: premio di maggioranza del Senato, soglia minima perché tale premio scatti e preferenze. Al momento, l'orientamento prevalente in seno alla maggioranza, e condiviso anche dal governo, è di intervenire sulla soglia: per il Pdl il tetto potrebbe essere il 40%, sia alla Camera che al Senato. Ma c'è chi insiste sul no al ritocco del premio su base regionale a Palazzo Madama e chi, invece, vorrebbe semplicemente un'abolizione tout court del premio di maggioranza.
Il Pd, diviso al suo interno tra chi vuole l'abrogazione del Porcellum e il ritorno al Mattarellum con alcune modifiche e chi è d'accordo su intervenire ora solo con la clausola di salvaguardia, teme il rischio che si arrivi ad avere una legge elettorale puramente proporzionale.

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