Accordo sulla legge elettorale: "Correzioni entro l'estate"

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Intesa raggiunta al vertice di maggioranza convocato da Letta a Palazzo Chigi. Il ministro Franceschini a SkyTG24: "Non si voterà più con il Porcellum". Previsti alcuni correttivi entro il 31 luglio. Al termine del percorso un referendum sulle riforme

Entro l'estate si dovrebbe arrivare alla correzione del Porcellum, ossia dell’attuale legge elettorale ribattezzata così da una battuta dell’ex ministro Calderoli che l’aveva definita “una porcata”.
La maggioranza di governo, infatti, ha raggiunto un accordo nella mattinata di mercoledì 22 maggio, nel corso di un vertice convocato a Palazzo Chigi, per una correzione "minimalista" del Porcellum in parallelo all'avvio del percorso più ampio per le riforme istituzionali.
A SkyTG24 il ministro per i Rapporti con il Parlamento Franceschini ha detto (VIDEO): "Mi pare importante che si sia raggiunta un’intesa: non si tornerà a votare con questa legge elettorale. Approveremo delle norme che impediscano questo".
Franceschini ha affermato inoltre che "entro il 31 luglio" c'è l'impegno di approvare questi "correttivi" al sistema elettorale e per la stessa data ci saranno "le prime due letture" in Parlamento delle leggi di riforma istituzionale.

Referendum confermativo al termine dell'iter delle riforme - A confermare l'accordo della maggioranza è stato anche il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta. "Si è trovato un accordo oggi al vertice per fare una riforma minimalista che ricostituzionalizzi il Porcellum in base a quanto evidenziato dalla Cassazione e dalla Corte costituzionale", ha spiegato Brunetta ai giornalisti, aggiungendo che una riforma elettorale più organica avverrà nel percorso delle riforme istituzionali.
I ministri Gaetano Quagliariello e Dario Franceschini hanno inoltre spiegato che al termine del percorso costituzionale sulle riforme, che prevede temi come la riduzione del numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo, "ci sarà un referendum confermativo a prescindere dal quorum".

Sarà nominata una commissione di esperti - Il 30 maggio, all'indomani del dibattito parlamentare sulle riforme, il governo nominerà la commissione dei saggi, gli esperti che offriranno la loro consulenza per l'iter riformatore.
La commissione di esperti sulle  riforme costituzionali che verrà nominata dal governo, avrà "un ruolo solo consultivo", chiarisce comunque Quagliariello. Il Parlamento sarà centrale, aggiunge,  spiegando che la prima fase dell'iter delle riforme sarà affidata al “comitato dei 40” (VIDEO), formato da membri delle commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, garantendo la stessa rappresentanza.

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