Letta alla Ue: "Crescita e lavoro: ora occorrono i fatti"

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Il premier: "Non si possono più aspettare mesi senza risultati concreti. Il prossimo Consiglio europeo di giugno discuta della disoccupazione giovanile". Poi aggiunge: "La chiusura di procedura di deficit eccessivo sarebbe un segnale importantissimo"

L'Ue deve investire la stessa energia messa per il rigore "per politiche di crescita e lavoro. Deve far seguire alle parole i fatti. Non deve prendere decisioni, stilare calendari e obiettivi e poi far passare mesi e mesi senza risultati concreti. L'Ue è in crisi di legittimità per carenza di risultati". A dirlo, è il premier Enrico Letta intervenendo al Senato per ilustrare la risoluzione di maggioranza sulla posizione italiana al COnsiglio europeo del 22 maggio a Bruxelles (approvata con 210 sì e 48 no): "O l'Unione europea va avanti - ha spiegato - o così implode".

"La chiusura della procedura di deficit segnale importantissimo" - Letta - che ha rivolto un "pensiero commosso" alle vittime del tornado che ha devastato" Oklahoma City, è poi intervenuto sull'abrogazione della procedura di deficit eccessivo (la risposta è attesa il prossimo 29 maggio): "Sarebbe un segnale importantissimo", che segnerebbe una "nuova rotta tracciata per l'Italia e l'Europa" e significherebbe che "possiamo cominciare più determinati che mai a fare bene".

"L'Europa non può essere gabbia di vincoli" - "Non possiamo permetterci di vanificare i sacrifici fatti fino ad ora - ha spiegato - né di suscitare dubbi nei mercati e far tornare l'Italia sotto esame, all'ultimo banco, oggetto di scherno e alzate di spalle".
"Le sorti dell'Italia e dell'Europa - ha aggiunto - sono indissolubilmente legate. I nostri sono due destini che si uniscono. L'Europa è la bussola del cammino di questo governo, a condizione che la stessa Europa non si traduca in una gabbia di vincoli, regole e procedure che finiscono per limitare l'azione di tutti".

"Al Consiglio europeo serve risultato pieno e concreto" - Anche per questo, ha proseguito il premier, "il Consiglio europeo di giugno non può essere solo un vertice di routine, solo una photo opportunity con sorrisi tirati: serve un risultato pieno e concreto. Dopo il vertice di domani scriverò una lettera a Van Rompuy perché il Consiglio Ue di giugno discuta della disoccupazione giovanile. Servono, questa volta, misure concrete facili da spiegare e immediate da verificare".



"Non sono ammessi rinvii e timidezze. Vogliamo che il Consiglio Europeo decida la priorità d'azione del piano anti-evasione" cominciando con il mandare un "messaggio inequivocabile sul riconoscimento di scambio di informazioni come standard di trasparenza a livello europeo".

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