Napolitano sprona il governo: subito misure per il lavoro

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Il capo dello Stato scrive a Camusso nel giorno dell'anniversario dell'uccisione di D'Antona: "La crisi angosciante impone la messa in atto di soluzioni per rilanciare occupazione e sviluppo". Rapporto Ires-Cgil: 9 milioni di italiani in difficoltà

La "crisi angosciante e drammatica impone alle Istituzioni, alle forze sociali e alle imprese la messa in atto di efficaci soluzioni per rilanciare l'occupazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese". Giorgio Napolitano sferza partiti, sindacati e imprese e chiede a tutti un impegno per cercare una via d'uscita alla drammatica emergenza sociale. Nel giorno in cui si commemora Massimo D'Antona, 14 anni dopo l'assassinio del giuslavorista per mano delle Br, il capo dello Stato scrive al segretario Generale della Cgil, Susanna Camusso, ma il suo messaggio è evidentemente rivolto soprattutto ai partiti della maggioranza e al governo, dopo il via libera di venerdì 17 alle prime misure 'tampone' su Imu e Cig.
Lavoro e sviluppo sono dunque le priorità, ripete il presidente della Repubblica, mentre dal rapporto Ires-Cgil sugli effetti della crisi sul lavoro in Italia emergono dati preoccupanti: sono circa 9 milioni gli italiani in difficoltà. (Qui lo studio completo).

Napolitano: crisi drammatica, agire subito - Napolitano ricorda "la preziosa opera del prof. D'Antona, il suo illuminante contributo nella elaborazione di nuove politiche del lavoro attente, in una dimensione europea, alle più aggiornate dinamiche organizzative e di rappresentatività sindacale, rivestono ancor oggi un rilievo centrale, nel contesto di una crisi angosciante e drammatica, che impone alle Istituzioni, alle forze sociali e alle imprese la messa in atto di efficaci soluzioni per rilanciare l'occupazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese". E aggiunge: "Attraverso il ricordo del suo sacrificio si onorano tutti coloro che, con equilibrio e generosità, offrono il loro apporto per rilanciare, nel quadro dei valori costituzionali, l'attenzione al ruolo centrale del mondo del lavoro e sostenere la ricerca e l'innovazione come fattori essenziali della crescita economica e del progresso sociale".
L'appello del capo dello Stato arriva a pochi giorni dalle prime misure varate dal Consiglio dei ministri. E sono proprio i decreti su Imu a Cig ad agitare le forze politiche, in particolare il Pd. Matteo Renzi attacca: "L'Imu è una cambiale che si paga all'accordo con Berlusconi. Io credo che sia giusto abbassare le tasse, ma mi piacerebbe capire da dove partire. Noi a Firenze abbiamo abbassato l'irpef". Parole che irritano i vertici di largo del Nazareno, dopo che lo stesso Enrico Letta aveva più volte respinto l'immagine di un esecutivo sottomesso ai voleri del Pdl. E a stretto giro infatti arriva la replica del segretario dei Democratici. L'Imu, dice Guglielmo Epifani, "non è un regalo a nessuno ma al buon senso". VIDEO


Lavoro, un piano per i giovani - Intanto, il ministro Enrico Giovannini studia un piano per aiutare i giovani. Mercoledì 22 maggio, infatti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl da una parte e Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia e Alleanza delle Cooperative italiane dall'altra, sono state convocate dal ministro nella sede di via Veneto del dicastero. Sotto la lente, le due riforme che portano il nome di Elsa Fornero: quella del lavoro, appunto, e quella delle pensioni. E l'ex ministro, intervenuta ai microfoni di SkyTG24, avverte: "Nessuno ha in tasca la riforma perfetta".

Fornero a SkyTG24: "Non esistono le riforme perfette" - "Non credo di provare senso di rimpianto o ingratitudine nei confronti delle riforme che ho fatto. Credo di aver lavorato con spirito di servizio per il Paese. Le riforme perfette non ce le ha in tasca nessuno e credo, da quanto ho sentito sia dal Presidente Letta sia dal ministro Giovannini, che ci sia l’idea di lavorare con uno spirito di costruire sulle cose buone che sono state fatte, ma anche di modificare quelle che eventualmente non funzionano”. Queste le parole dell'ex ministro del lavoro Elsa Fornero. VIDEO

Cgil, 9 milioni in difficoltà - E dal rapporto Ires-Cgil sugli effetti della crisi sul lavoro in Italia emergono dati preoccupanti. Nell'ultimo trimestre del 2012 sono salite a 8,750 milioni le persone italiane in sofferenza e disagio occupazionale - disoccupate, scoraggiate, cassintegrate, precarie e con contratti part time involontari - con un incremento del 10,3% rispetto a un anno prima. La disoccupazione di lunga durata (12 mesi o più) raggiunge il 54,8% del totale mentre, per quanto riguarda la cassa integrazione, lo studio dice che, "nonostante l'altissimo numero di ore del 2012, nel 2013 (per il quinto anno consecutivo) si supererà il miliardo di ore autorizzate".
Il dato ad aprile 2013 è già infatti superiore a quello precedente nonostante il calo - per mancanza di fondi - della cassa integrazione in deroga. Secondo l'Inps le richieste di cassa integrazione sono salite del 3,1% su marzo e del 16,05 su base annua. Crollo della deroga, che ha segnato -65,7% su mese e del 76,5% su aprile 2012.

Bagnasco: "Basta contrapposizione, pensare al Paese" - Nel frattempo sul governo delle larghe intese arriva la benedizione della Cei che, per bocca del suo presidente Angelo Bagnasco, avverte che non è più tempo di inutili tatticismi e contrapposizioni, che tutti devono prendere "ispirazione" dall'esempio indicato da "disponibilità esemplari", ed è chiaro il riferimento a Napolitano. "Non bisogna perdere l'opportunità - è l'appello di Bagnasco -, né disperdere il duro cammino fatto dagli italiani". "L'ora è talmente urgente - incalza il presidente dei vescovi - che qualunque intoppo o impuntatura, da qualunque parte provenga, resteranno scritti nella storia". Per Bagnasco. "dopo il responso delle urne, i cittadini hanno il diritto che quanti sono stati investiti di responsabilità e onore per servire il Paese, pensino al Paese senza distrazioni, tattiche o strategiche che siano". Quindi "pensare alla gente": questa "è l'unica cosa seria". E pensarci "con grandissimo senso di responsabilità, senza populismi inconcludenti e dannosi - mette in guardia Bagnasco -, mettendo sul tavolo ognuno le migliori risorse di intelletto, di competenza e di cuore".


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