Letta: il lavoro è al centro. Alfano: solo riforme condivise

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"Bisogna finirla con questa logica assurda per cui Berlusconi vince sempre e il Pd perde sempre" dice il presidente del Consiglio. Il vicepremier: "Il matrimonio tra noi e il Pd è solo nell'interesse del Paese"

"Bisogna finirla con questa logica assurda per cui Berlusconi vince sempre e il Pd perde sempre". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, il presidente del consiglio Enrico Letta in risposta al Cavaliere, che qualche giorno fa ha rivendicato solo a se stesso il merito della sospensione dell'Imu. E' vero, semmai, l'opposto: "Gran parte della manovra è dedicata ai temi cari al centrosinistra, compresi i precari della pubblica amministrazione e i contratti di solidarietà". Quindi "è semplicemente incredibile" dire che esiste un solo vincitore, e questi è Berlusconi. E dalle colonne del Corriere della Sera interviene il vicepremier Angelino Alfano, che ribadisce che il nuovo esecutivo "è nato nell'interesse del Paese". Il ministro dell'Interno pone poi al centro dell'attività della politica l'economia e assicura: "La sorte del governo non è legata ai processi" di Silvio Berlusconi.

Letta: il lavoro è il cuore del mio impegno - "Il lavoro è il cuore del mio impegno, lo dimostrano le parole e, soprattutto, i fatti - afferma il presidente del Consiglio Enrico Letta - Il primo decreto costa 1.040 milioni, di cui 1000 sono contro la disoccupazione e 40 sul resto. E non c'è soltanto il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, ma anche l'aiuto immediato ai precari della Pubblica amministrazione e lo sblocco dei contratti di solidarietà". E aggiunge: "La lotta alla disoccupazione giovanile diventerà il vero punto delle nostre politiche. In questa fase non possiamo fare di più. Allargare i cordoni della borsa, come si faceva in passato, non è possibile. Da qui a settembre è il massimo che possiamo fare. Poi, dopo le elezioni tedesche, speriamo che l'Europa cambi passo".

Alfano: matrimonio solo nell'interesse del Paese
- Il vicepremier Alfano, intanto, ribadisce la necessità di avviare riforme per far uscire il Paese dalla crisi. Riforme che, avverte, devono essere condivise: "Si potranno fare solamente quelle che il centrodestra e il centrosinistra sono capaci di condividere". E aggiunge: "Il governo non vive della solidarietà dei partiti, ma della comune volontà di realizzare il programma" perché se di "matrimonio" si tratta non è certo "d'amore", ma solo "d'interesse" per il Paese. Poi precisa, "la sorte dell'esecutivo non è legata ai processi di Berlusconi".
Infine, indica i punti principali da affrontare: "Non dobbiamo aumentare l'Iva, dobbiamo detassare l'assunzione dei giovani per incentivare gli imprenditori a fare occupazione, semplificare la burocrazia, riaffermare che essere proprietari di una casa non è una colpa. Lo scopo che realmente sorregge tutto è tirare fuori l'Italia dalla crisi economica". 

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