Boldrini: "Mai parlato di nuove leggi per il web"

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Dopo le polemiche seguite all'intervista in cui parlava delle minacce ricevute online e del problema del "controllo della rete", la presidente della Camera precisa: "Non invoco la censura, l'obiettivo è arginare la violenza contro le donne"

“Vorrei ringraziare tutte e tutti per i tanti attestati di solidarietà arrivati da parte di cittadini, associazioni, esponenti politici, sindacali, religiosi e rappresentanti istituzionali. Desidero anche ribadire il senso dell'intervista con Concita De Gregorio, uscita ieri (3 maggio, ndr) su Repubblica, in merito alle diffamazioni, alle minacce, alle intimidazioni che mi  riguardano diffuse attraverso il web". Lo scrive sul suo profilo Facebook la presidente della Camera Laura Boldrini, dopo le polemiche seguite all’intervista in cui denunciava il fenomeno della violenza in Rete e si poneva il problema del "controllo del web".



"Nell'intervista – precisa la presidente della Camera nel post su Facebook - non parlo mai né di anarchia, né di censura, né della necessità di una nuova legge. Anzi, proprio perché credo nel potenziale partecipativo e democratico della rete, ho voluto attivare ed utilizzo quotidianamente, da presidente della Camera, una pagina Facebook ed un profilo Twitter, che considero  strumenti utili al confronto e al dialogo. Ci tengo, anche con questi mezzi, ad accorciare le distanze tra le istituzioni ed i cittadini. Ma le minacce, gli insulti, le intimidazioni, la violenza non sono mai accettabili, né dentro il web né fuori".

"Nell'intervista, dunque – sottolinea - intendevo aprire un confronto sulla violenza contro le donne, che si manifesta anche attraverso internet. Un raffronto può servire. La pedopornografia, in rete, viene seguita e perseguita con attenzione e preoccupazione.  Quello che di sconcio accade contro le donne viene, invece, spesso sottovalutato e ridotto a goliardata machista. E' un problema che deve riguardare tutti, non solo noi donne. L'obiettivo è arginare la violenza". "Sono certa – conclude - che saprà condividerlo anche chi ha giustamente a cuore la libertà della rete".

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