Eutanasia legale, al via la campagna dei Radicali

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Sabato 4 maggio giornata di mobilitazione per la raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare. In un video, la testimonianza di una donna malata di cancro che ha scelto di andare in Svizzera per il suicidio assistito

"Danno da bere una bibita, poi uno si addormenta. Si addormenta. E basta". E' questo il racconto lucido dell'eutanasia fatto da Piera, una malata terminale, in un video choc diffuso venerdì 3 maggio dai Radicali italiani. Per veder garantito il diritto a decidere sulla propria vita - denunciano i Radicali - Piera ha dovuto affrontare un lungo ultimo viaggio, che l'ha portata da Chirignago, il suo paese in Veneto, fino a Forch, vicino Zurigo, in Svizzera. "Solo io ho il diritto di decidere su me stessa - spiega Piera nel video - Io non voglio più soffrire, questa è una sofferenza fine a se stessa". "Sono morta il 13 aprile, quando il chirurgo mi ha detto per la prima volta che non c'era nulla da fare" ricorda la donna, affetta da un tumore al fegato in fase terminale, per la quale la fine è invece arrivata qualche mese dopo, lontana dalla sua casa.

La storia di Piera - Il suo caso, reso noto anche perché la donna ha contattato l'Associazione Luca Coscioni in risposta allo spot "A.A.A. malati terminali cercasi" ed è stata accompagnata nel viaggio da Marco Cappato, tesoriere dell'associazione, non è l'unico: ogni anno sono circa 30 gli italiani che varcano il confine per non fare più ritorno. Per questo l'Associazione Luca Coscioni ha lanciato una campagna di raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico, che sabato 4 maggio vedrà una giornata di mobilitazione nazionale e alla quale hanno già aderito, tra gli altri, il professor Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, il regista Marco Bellocchio, i giornalisti Filippo Facci e Vittorio Feltri.

La raccolta firme - "Lo Stato Italiano deve garantire ai propri cittadini una morte serena accanto ai parenti e agli amici, non  da soli, in un letto svizzero - spiega Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni - questa è una campagna politica con la quale chiediamo che vengano riaffermati dei diritti che finora sono stati sottratti".
"Sono 80-90 mila i malati terminali che muoiono ogni anno, soprattutto di cancro: il 62% muore grazie all'aiuto dei medici con 'eutanasia clandestina', 1000 si suicidano per la negata eutanasia e altri 1000 tentano il suicidio"ricorda  invece Carlo Troilo, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, citando dei dati forniti dall'Istituto Mario Negri.

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