Minacce a Boldrini, aperta un’inchiesta. Le reazioni in Rete

1' di lettura

Dopo le intimidazioni e gli insulti via web, il presidente della Camera propone di avviare una “discussione serena e seria” sul tema dei reati online. Intanto si muove la Procura. Mentre su Internet si discute della necessità di nuove leggi. STORIFY

di Nicola Bruno

Minacce di morte e insulti violenti ricevuti online. E' la denuncia fatta dal Presidente della Camera Laura Boldrini al quotidiano La Repubblica in un'intervista in cui solleva una duplice questione. Da una parte l'"aggressione sessista" che si scatena "quando una donna riveste incarichi pubblici", "un'emergenza" che nasce da "una cultura sotterranea in qualche forma condivisa". Dall'altra parte i reati commessi via web, come quelli ricevuti dalla stessa Boldrini: "Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta, o attraverso una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web", dice Laura Boldrini, chiedendo che "si apra una discussione serena e seria" su questi temi, anche perché "non possiamo più considerare meno rilevante quel che accade in Rete rispetto a quel che succede per strada".

Dopo questa denuncia, la Procura di Roma ha aperto un'indagine, chiedendo alla Polizia postale di sequestrare le immagini e i testi di minaccia pubblicati online e di procedere con l'identificazione dei responsabili.

In un'intervista a SKY TG24, il presidente del Senato Piero Grasso ha spiegato che non bastano leggi nazionali, ma "è necessario che ci sia una volontà internazionale" per riuscire davvero a punire "reati commessi attraverso il web, come l'insulto, la minaccia, l'ingiuria".

Nel frattempo in rete si è aperto un ampio dibattito sui reati commessi online e la necessità di nuovi provvedimenti. Abbiamo raccolto in uno Storify alcuni dei contributi più interessanti.

Guarda lo Storify:

Leggi tutto