Tasse, lavoro, reddito minimo: quanto costa l’agenda Letta

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Dopo il via libera alla Camera, il governo attende per oggi la fiducia in Senato. Intanto i quotidiani fanno i conti in tasca al governissimo. Per il Corriere il programma vale almeno 15 miliardi. E c'è chi parla di "libro dei sogni". RASSEGNA STAMPA

Dopo il pieno di sì ottenuto ieri 29 aprile alla Camera, il governo Letta si appresta ad incassare la fiducia anche in Senato. A Montecitorio 453 i voti a favore e 153 i contrari. Tra i punti fondamentali del programma del governissimo (IL DISCORSO DI LETTA) lo stop dell'Imu a giugno e dell’aumento dell'Iva da luglio, il lavoro come prima priorità, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

E i quotidiani in edicola oggi 30 aprile "fanno i conti in tasca" al governo Letta per cercare di capire la portata degli investimenti.
"Letta: stop su imu e aumenti Iva" è il titolo de La Repubblica che, in un articolo a firma di Bonanni e Petrini, valuta in 10 miliardi la portata degli investimenti. “Il piano crescita costerà 10 miliardi, la Ue teme un allentamento del rigore” il titolo dell’analisi.

Il Corriere della Sera (il cui titolo di apertura è "Letta ferma l’Imu e i soldi ai partiti") dedica diverse pagine di approfondimento al programma presentato da Letta. Mario Sensini in un articolo dal titolo "La strada in salita per trovare i fondi" scrive: "Vale almeno 15 miliardi di euro l’anno il programma di governo esposto ieri dal presidente del Consiglio".
Per la Stampa invece l’agenda Letta "costa almeno 12 miliardi". Cifra vicina a quella del Giornale, che stima in 13 miliardi il costo dell’agenda.

Duro il giudizio di Libero che titola "La favoletta" in riferimento al programma di Letta e stima in ben 30 miliardi la cifra necessaria per dare attuazione al programma che definisce "libro dei sogni". Definizione che si ritrova identica anche sul Fatto quotidiano che nel titolo di apertura si domanda: "Letta: stop alla rata Imu. Ma dove trova i 10 miliardi?".
E l'espressione "libro dei sogni" torna anche in un'intervista alla capogruppo M5S Roberta Lombardi. "Il discorso di Enrico Letta è un libro dei sogni, scritto e recitato da facce che non sono credibili. Noi non ci scongeliamo e non ci mescoliamo. Però sui singoli temi siamo pronti a discutere. Quando vuole, siamo pronti a sederci a un tavolo", dice al Corriere della Sera.

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