Governo Letta, primo scontro sull'Imu: tensione Pd-Pdl

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Il premier incassa la fiducia di Palazzo Madama e poi vola in Germania. Caos nella maggioranza sulla tassa sulla casa. Franceschini: "Prorogata la rata di giugno". Delrio: "Sospesa per alleggerirla". Berlusconi: "Se non si cancella salta l'esecutivo"

Enrico Letta incassa la fiducia anche al Senato con 233 sì, 59 no e 18 astenuti (VIDEO) e vola verso Berlino. Ma nel frattempo, nella maggioranza di governo, si consuma il primo strappo sull'Imu. Il premier non vuole illudere nessuno. L'esecutivo ce la metterà tutta, ma la situazione resta di "grave emergenza" e i paletti piantati per arginarla, anche grazie all'assunzione di responsabilità di Giorgio Napolitano che ha accettato di tornare al Colle, sono "molto fragili". Letta prova a rendere "digeribili", soprattutto al Pd, le "larghe intese", ma invita tutti a non caricare il nuovo esecutivo di "aspettative eccessive" perché la realtà è quella che è e bisogna farci i conti. "La realtà - sottolinea nel suo intervento di replica al Senato - è il principale tema che un uomo politico deve mettere al centro della sua azione, oppure", assicura, "è come se raccontassimo a noi stessi delle favole per stare tranquilli" (il discorso del premier a Palazzo Madama: video).

Sale la trensione sull'Imu -
Mettere in discussione la tenuta del governo non è all'ordine del giorno ma, di fronte a quanto detto da Enrico Letta sull'Imu (troppo poco per il Pdl) Silvio Berlusconi torna a fare la voce grossa arrivando a minacciare la caduta dell'esecutivo nel caso in cui non venissero rispettati gli accordi: "Sono fiducioso", dice l'ex capo del governo arrivando in Senato per votare la fiducia, in caso contrario "non sosterremo un governo, nemmeno con l'appoggio esterno, che non attua queste misure".

Delrio e Franceschini frenano sull'Imu -
Da Berlino il premier non fa altro che confermare che saranno rispettati gli accordi presi. Ma altri esponenti del governo, come i ministri Delrio e Franceschini, si limitano a parlare di uno stop a giugno per poi discutere la materia successivamente. La restituzione e l'abolizione dell'Imu sono stati il cavallo di battaglia dell'ex premier nel corso della campagna elettorale per cui - è il ragionamento che si fa a palazzo Grazioli - non si può retrocedere. Letta deve rispettare gli accordi.

Alfano: "L'Imu non si pagherà" -
A gettare acqua sul fuoco, evitando che i falchi del Pdl tornino alla carica criticando la scelta di dar vita ad un esecutivo invece di andare a votare forti dei sondaggi favorevoli per il partito di via dell'Umiltà, è il vice premier e segretario pidiellino Angelino Alfano: "Sull'Imu - ci tiene a ribadire - non c'è mai stato nessun dubbio da chiarire. A giugno non si pagherà". Smentita poi l'ipotesi che a dicembre possa arrivare una super rata. Parole, quelle di Alfano, che placano per il momento i malumori interni al partito ed anche le preoccupazioni del Cavaliere al momento pienamente convinto di sostenere Letta in attesa però di vedere nel concreto cosa sara' in grado di mettere in cantiere per quanto riguarda il capitolo economico.

La partita dei sottosegretari -
In attesa del rientro del presidente del Consiglio, intanto, le diplomazie di Pd e Pdl sono al lavoro per la composizione della squadra dei sottosegretari. Un'incontro tra gli sherpa dei partiti c'è stato anche oggi per discutere il numero complessivo e la ripartizione tra le anime che compongono la strana maggioranza. Nel Popolo della Libertà ad ambire ad un incarico sono moltissimi, ovviamente un numero di gran lunga superiore rispetto ai 13-15 posti che spetterebbero al partito se e' vero che l'indicazione e' di restare intorno ai 30 componenti. I criteri della scelta sono molteplici, c'è l'ipotesi di riservare una quota ad alcuni parlamentati non eletti e di esclude gli ex ministri a cui invece dovrebbero andare le presidenze delle commissioni in quota Pdl.

I malumori nel Pdl -
In attesa che venga chiusa la partita però nelle file del partito sale il malumore per la gestione dell'intera trattativa per il numero dei componenti del governo: Alla fine - osserva un big del partito - ci ritroviamo con 5 ministri di fronte ai 9 del Pd. Malumori per ora tenuti sotto il tappeto ma c'è chi giura che a breve esploderanno con la messa in discussione del vertice stesso del Pdl.
Dovrebbe essere invece chiusa la partita, sempre tutta interna al partito, per la sostituzione del ministro Maurizio Lupi alla vice presidenza della Camera. Il posto Berlusconi lo avrebbe promesso a Daniela Santanchè anche se nel Pdl non si esclude che la fedelissima del Cavaliere possa cadere vittima del 'fuoco amico' al momento della votazione in Aula.

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