Governo Letta: Alfano agli Interni, Bonino agli Esteri

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Ventuno ministri. Sette le donne presenti ed è record per la Repubblica: Josefa Idem allo Sport e Cecile Kyenge all'Integrazione le novità assolute. Napolitano soddisfatto: "E' un esecutivo politico, l'unico possibile"

Enrico Letta ce la fa, forma un governo "non ad ogni costo" e scioglie la riserva. Domenica 28 aprile giurerà da premier e con lui il suo governo composto da ministri giovani (Età media 53 anni - le foto). "Una squadra ricca di competenze, di giovani e con un record di presenza femminile" dice illustrando i nomi al Quirinale dopo un nuovo colloquio di questi giorni con il Capo dello Stato. A cui tributa, per l'ennesima volta, la riconoscenza per aver avuto fiducia (VIDEO). Giorgio Napolitano ricambia la stima e lo definisce "artefice" di questo esecutivo, riservandosi il ruolo di garante istituzionale (VIDEO).


"Io ho assecondato" spiega il presidente della Repubblica. Che però ha tenuto a bada i falchi di Pd e Pdl con decisione e mettendo sul piatto le sue parole echeggiate nell'aula di Montecitorio, quando aveva fatto capire che in caso di fallimento dei tentativi di dialogo avrebbe sciolto le Camere o si sarebbe dimesso. Ma alla fine le resistenze sono state superate, sia quelle in casa Pd che quelle in casa Pdl, spesso eguali e contrarie. Dal Pdl erano giunti vari ultimatum: se si mettono big Pd - era il ragionamento - ne mettiamo anche noi.

La squadra di governo - La squadra del governo Letta è targata per lo più Pd-Pdl-Scelta civica (9 Pd, 5 Pdl, 3 Sc, 1 Radicale, 4 tecnici - LA SCHEDA), "con un record di presenza femminile e una compagine ringiovanita", ma con tre dicasteri chiave affidati a tecnici: l'Economia al direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni, la Giustizia al prefetto ed ex ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri e il Lavoro e Politiche sociali al presidente dell'Istat Enrico Giovannini.
Vicepremier e ministro dell'Interno sarà il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Sorpresa agli Esteri, dove è stata scelta fuori dal mazzo della futura maggioranza Emma Bonino, radicale e non più parlamentare. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio sarà Filippo Patroni Griffi. Gli altri ministri con portafoglio sono: Mario Mauro (Scelta civica) alla Difesa; Flavio Zanonato (sindaco Pd di Padova) allo Sviluppo economico; Maurizio Lupi (Pdl) a Infrastrutture e Trasporti; Nunzia De Girolamo (Pdl) alle Politiche agricole; Maria Chiara Carrozza (Pd) all'Istruzione, Università e Ricerca; Beatrice Lorenzin (Pdl) alla Sanità; Andrea Orlando (Pd) all'Ambiente; Massimo Bray (Pd) ai Beni culturali e Turismo.
Ministri senza portafoglio sono: Dario Franceschini (Pd) ai Rapporti con il Parlamento; Gaetano Quagliariello (Pdl) alle Riforme costituzionali; Enzo Moavero Milanesi (Scelta civica) agli Affari europei; Graziano Delrio (Pd) agli Affari regionali; Gianpiero D'Alia (Scelta civica) alla Pubblica amministrazione; Carlo Trigilia alla Coesione territoriale; Josefa Idem alle Pari Opportunità, Sport, Politiche giovanili (L'INTERVISTA); Cecile Kyenge all'Integrazione (VIDEO).

Le prime reazioni - "Letta merita il sostegno di tutto il Pd" ha dichiarato Pier Luigi Bersani, che ha rassegnato le dimissioni da segretario del Pd. Ed immediata è stata anche la reazione di Silvio Berlusconi, leader del centrodestra ed ex premier: "Abbiamo trattato per la formazione del governo senza porre alcun paletto, senza impuntarci su nulla, escludendo persone che fossero ministri in precedenti governi. Così abbiamo contribuito a fare un governo in poco tempo". Scettico Roberto Maroni, leader della Lega e governatore Lombardia: "Governo così così. Bene il ricambio generazionale e Alfano all'Interno, ma alcuni ministri c'entrano davvero poco con l'incarico ricevuto". E nella serata di sabato si è levata anche la voce di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord Lombarda che ha attaccato la deputata del Pd e nominata ministro dell'Integrazione Ce'cile Kyenge, primo ministro di colore della storia italiana. "Siamo pronti a fare opposizione totale al ministro per l'Integrazione, simbolo di una sinistra buonista e ipocrita, che vorrebbe cancellare il reato di clandestinità e per gli immigrati pensa solo ai diritti e non ai doveri. I governatori leghisti del Nord faranno argine, nel nome del 'prima i residenti, prima gli italiani'".
Critico col governo il leader del M5S Beppe Grillo: "Con il governo letta il terzo giorno è resuscitato Barabba" ha scritto su Twitter. "Questo governo una rivoluzione? Lasciamo perdere. Rivoluzione era dal mio punto di vista continuare con il metodo Boldrini e andare in terre incognite a perlustrare nell'area del movimento 5 stelle. Oggi questo è un modo intelligente di gestire la restaurazione" ha invece dichiarato Nichi Vendola, leader Sel.

Domenica il giuramento al Quirinale – Il governo Letta giurerà domenica alle ore 11.30. Il braccio di ferro su Massimo D' Alema da una parte e Silvio Berlusconi dall'altra si era fatto pesante. Nella serata di venerdì 26 era arrivata una schiarita, ma ancora nella giornata di sabato sono servite tre ore di faccia a faccia tra Letta e Berlusconi per avere il sostanziale via libera (BLOGGING DELLA GIORNATA). "Sono state tre ore molto faticose - ha poi riferito ad altri interlocutori il premier - il suo problema personale emergeva continuamente". Ma un grande aiuto a stemperare il clima l'ha dato Gianni Letta, capo delle Colombe Pdl in continuo contatto con il Quirinale.
Alla fine Letta ha mediato, ma ha anche imposto una linea che aveva già annunciato a Napolitano: "Voglio tutti volti freschi".

Il prossimo passo è la fiducia - Un momento non scontato, malumori ci sono in tutti gli schieramenti. Domani, Letta si prenderà tutto il pomeriggio per scrivere il discorso alle Camere: rinnovamento, uscita dalla crisi, riforma della politica e dei partiti, una nuova Europa più attenta alla crescita e al lavoro saranno i punti cardine. Uno dei primi nodi sarà l'Imu, ovviamente, si sta cercando una mediazione che non crei un buco nelle finanze pubbliche. Ma soprattutto Letta farà un discorso politico, per spiegare ai parlamentari e anche agli italiani, perché si è giunti a questo passaggio, quali sono le ragioni che rendono necessario questo "mettersi insieme" di forze politiche opposte. Poi subito al lavoro, come ha chiesto Napolitano. Ecco perché alla fine della giornata Letta ha espresso "sobria soddisfazione": è soddisfatto della sua squadra, delle tante donne in ruoli cruciali, dei giovani e dell'equilibrio raggiunto, ma è anche consapevole che il cammino non sarà facile, né per la situazione economica e sociale né per la convivenza di partiti fino a ieri nemici. Una scommessa vinta nel primo round, ora comincia il secondo.

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