Letta, frizioni sui nomi della squadra di governo

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Sabato il premier incaricato potrebbe sciogliere la riserva. Renzi: "Vorrei esecutivo che dicesse all'Europa cosa fare". Vertice fiume del Pdl con Berlusconi: tensione sui nomi del governo. Grillo: "Ammucchiata bunga bunga". LA CRONACA DELLA GIORNATA

Un incontro di due ore e mezzo con il capo dello Stato. La giornata del presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta inizia così, alle 8 e 30 del mattino, il giorno dopo le consultazioni lampo avute con tutti i partiti. Consultazioni nelle quali, secondo Letta, è emerso "lo spirito costruttivo", anche se "le difficoltà restano".
Intanto, mentre continuano ad emergere spaccature all'interno del Pd sulla possibile fronda a un governo col Pdl (tra questi, Civati e Boeri), Matteo Renzi in un'intervista a SkyTG24, frena sulla possibilità di correre adesso per la segreteria: "E' ancora troppo presto" e aggiunge che il suo partito voterà la fiducia, invitando l'esecutivo a fare cose concrete per arginare il Movimento 5 stelle (VIDEO).
Dal canto suo, Silvio Berlusconi, di ritorno dagli Stati Uniti, pone il suo veto a ministri tecnici, ma apre alla riconferma del ministro dell'Interno Cancellieri, rilancia Renato Brunetta all'Economia e per sé si ritaglia un ruolo nelle Commissione per le riforme. Poi si dice ottimista sulla formazione del governo: "Non vedo grossi problemi", spiega. Ma nel corso di un lungo vertice del Pdl a Palazzo Grazioli emergono divisioni tra falchi e colombe nel partito. Per il Cavaliere pare sia dirimente avere Renato Brunetta nella squadra di governo. Un tema probabilmente affrontato nell'incontro serale tra Letta e Alfano che chiude la giornata del presidente del consiglio incaricato.

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