Napolitano giura e "bacchetta" i partiti. DISCORSO INTEGRALE

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Dopo la rielezione il Capo dello Stato si rivolge al Parlamento, commuovendosi più volte: “Vi ringrazio per la rinnovata fiducia, resto finché servirà”. Ma poi ammonisce: “Basta tatticismi, non autoassolvetevi. Ora va fatto un governo senza indugi”. VIDEO

Qui sopra il video del giuramento di Napolitano. In fondo all'articolo i video con l'intervento integrale del Capo dello Stato

"Grazie per avermi con così largo suffragio eletto Presidente della Repubblica. E' un segno di rinnovata fiducia che raccolgo comprendendone il senso". Sono le prime parole con cui Giorgio Napolitano si presenta al Parlamento italiano, lunedì 22 aprile (LA CRONACA DELLA GIORNATA), per il giuramento dopo la rielezione a presidente della Repubblica. Una rielezione che "sottopone a seria prova le mie forze", ha detto Napolitano ringraziando il Parlamento in seduta comune e dicendo di apprezzare "in modo particolare che mi sia venuto da tante e tanti nuovi eletti che appartengono a una generazione così distante, e non solo anagraficamente, dalla mia”.
Nel voto per la mia rielezione, ha aggiunto il Capo dello Stato, commovendosi, "si è riflesso qualcosa che mi tocca ancora più profondamente : e cioè la fiducia e l'affetto che ho visto in questi anni crescere verso di me e verso l'istituzione che rappresentavo".

“Un appello che non potevo declinare” - C'è stato un "appello che ho ritenuto di non poter declinare - per quanto potesse costarmi l'accoglierlo - mosso da un senso antico e radicato di identificazione con le sorti del paese". “La rielezione, per un secondo mandato, del Presidente uscente non si era mai verificata nella storia della Repubblica, pur non essendo esclusa dal dettato costituzionale, che in questo senso aveva lasciato - come si è significativamente notato - 'schiusa una finestra per tempi eccezionali'", ha aggiunto.
"Le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando". "Non si può più, in nessun campo, sottrarsi al dovere della proposta, alla ricerca della soluzione praticabile, alla decisione netta e tempestiva per le riforme di cui hanno bisogno improrogabile per sopravvivere e progredire la democrazia e la società italiana".

Ai partiti: “Non autoassolvetevi”
- Le forze politiche, che compongono il Parlamento in seduta comune, applaudono al discorso del Presidente della Repubblica quando si richiama a ‘campagne denigratorie' che pesano sul clima e sulle vicende della politica ma anche quando sferza ammonendo che questo applauso non deve indurre i partiti all'autoindulgenza.
"Ma ho il dovere di essere franco – spiega Napolitano – se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese".

“Serve governo senza indugio” - "A 56 giorni dalle elezioni del 24-25 febbraio - dopo che ci si è dovuti dedicare all'elezione del Capo dello Stato - si deve senza indugio procedere alla formazione dell'Esecutivo".
"Il fatto che in Italia si sia diffusa una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche diverse, è segno di una regressione, di un diffondersi dell'idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le implicazioni che ne discendono in termini, appunto,  di mediazioni, intese, alleanze politiche".

“La rete offre possibilità, ma servono partiti capaci” - Apprezzo l'impegno con cui forze politiche "hanno mostrato di volersi impegnare alla Camera e al Senato, guadagnandovi il peso e l'influenza che gli spetta: quella è la strada di una feconda, anche se aspra, dialettica democratica e non quella, avventurosa e deviante, della contrapposizione tra piazza e Parlamento". Lo ha detto Giorgio Napolitano, riferendosi implicitamente al Movimento 5 stelle.
"La rete" offre inedite possibilità politiche, "ma non c'è partecipazione realmente democratica" senza il tramite di "partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del 'metodo democratico"'.

“Resto finché situazione lo suggerirà e forze lo consentiranno” - "Mi accingo al mio secondo mandato, senza illusioni e tanto meno pretese di amplificazione 'salvifica' delle mie funzioni; eserciterò piuttosto con accresciuto senso del limite, oltre che con immutata imparzialità, quelle che la Costituzione mi attribuisce. E lo farò fino a quando la situazione del Paese e delle Istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno".
"Inizia oggi per me questo non previsto ulteriore impegno  pubblico in una fase di vita già molto avanzata ; inizia per voi un  lungo cammino da percorrere, con passione, con rigore, con umiltà. Non vi mancherà -ha concluso il Capo dello Stato- il mio incitamento e il mio augurio".

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