Quirinale: da oggi si vota. Pd spaccato su Marini

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Al via alle 10 le operazioni di voto per eleggere il nuovo capo dello Stato. Bersani lancia l'ex presidente del Senato d'intesa con Berlusconi, ma deve fare in conti con l'opposizione interna al partito. Appelli e sit-in per Rodotà. RASSEGNA STAMPA

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Cominciano alle 10 le operazioni di voto del Parlamento in seduta comune per eleggere il nuovo capo dello Stato. Il Partito Democratico dopo aver trovato l’intesa con Berlusconi sul nome di Franco Marini al Quirinale si divide al suo interno. All'assemblea dei grandi elettori i sì sono 222, i no 90 e una trentina gli astenuti. Grillo contesta l'accordo Pd-Pdl su Marini e candida Stefano Rodotà da sostenere insieme al Pd. Per Matteo Renzi "votare Franco Marini significa fare un dispetto al paese" e anche il bersaniano Matteo Orfini (esponente della corrente dei "giovani turchi") ha chiesto di rinviare la decisione perché "è mancata la consultazione nel partito". Silvio Berlusconi difende Marini:"E' serio e sopra le parti".

Sui giornali in edicola ricostruzioni e retroscena raccontano la giornata di fuoco oer Bersani che ha potato al nome di Marini. "Bersani candida Marini, si spacca il Pd" è titolo di apertura de La Repubblica. Secondo il retroscena di Francesco Bei su La Repubblica Bersani avrebbe cercato per tutto il giorno di portare avanti il nome di Mattarella, ma su Mattarella, scrive Bei “il Cavaliere non sente ragioni" e Berlusconi si convince: "Marini è il massimo che possiamo ottenere" e "sa come funziona la magistratura in Italia". Su Repubblica anche la ricostruzione, a firma di Goffredo De Marchis, della drammatica assemblea dei gruppi del Pd al teatro Capranica con un Pd spaccato all’interno e assediato all’esternoda "una manifestazione di piazza a favore di Stefano Rodotà". E per il costituzionalista lanciato dal M5S si schiera, proprio sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, Michele Serra che firma anche un appello per Rodotà tra gli altri con Barbara Spinelli e Salvatore Settis.

"Intesa su Marini, ma il Pd è spaccato" titola anche il Corriere della Sera che, in un editoriale di Francesco Verderami sottolinea la fragilità dell’intesa tra Bersani e Berlusconi in un editoriale dal titolo I segreti di un patto (che già vacilla) e scrive: "Se poi l'accordo si tramuterà nell'elezione dell'ex presidente del Senato a capo dello Stato, lo si capirà solo oggi visto che il Pd ribolle come una tonnara".
Sul metodo scelto da Pd e Pdl sempre sul Corriere Massimo Franco commenta "l’idea di usare il Quirinale per blindare lo status quo potrebbe rivelarsi un’illusione".

Anche L’Unità sottolinea nel titolo di apertura lo "Scontro nel Pd", mentre il Manifesto si schiera apertamente con Rodotà e titola "Giusto lui" sotto la foto notizia del giornalista. Il Giornale accoglie invece positivamente il nome di Marini. "Marini presidente" è il titolo di apertura e nell’occhiello si sottolinea: "Ora è possibile il governo delle larghe intese".
"Bersani marinato" il titolo di Libero, ma il direttore Belpietro sottolinea: "L’accordo c’è, ciò che manca è la certezza che Pier Luigi Bersani sia in grado di farlo digerire al suo partito".

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