Quirinale, Bersani candida Marini. Ma il Pd si spacca

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Tensioni all'interno del Partito democratico: in 90 sono contrari. Renzi: "E' un dispetto al Paese". Vendola: "Sarebbe la fine del centrosinistra". Berlusconi appoggia l'ex presidente del Senato. "Soluzione positiva". Il M5S lancia Stefano Rodotà

E' Franco Marini il nome della vigilia, quello che viene annunciato da Pier Luigi Bersani ai gruppi riuniti di Pd-Sel e da Silvio Berlusconi a quelli del Pdl, dopo una giornata di nervose trattative. Un nome, quello dell'ex presidente del Senato, 80 anni, nato in provincia de L'Aquila, che piace a molti. Ma non a tutti (LE FOTO). L'annuncio del segretario, infatti, sarebbe stato accolto con un blando applauso dall'assemblea dei gruppi di Pd e Sel. Alla fine, però, i Grandi elettori del centrosinistra hanno votato. I sì sono stati 222, i no 90, le astensioni 21. E non nasconde la propria contrarietà il sindaco di Firenze Matteo Renzi: "Votare Marini è fare un dispetto al Paese" ha detto durante l'intervista a le Invasioni Barbariche (IL VIDEO)


Duro anche Vendola. "Io mi metterei di traverso e sarebbe la fine del centrosinistra oltre ad un'operazione di restaurazione" ha affermato il leader di Sel lasciando l'assemblea del Pd. "Non ho nulla contro Marini - prosegue - ma bisogna dare un messaggio di cambiamento. L'Italia si è emozionata per l'elezione di Grasso e della Boldrini, noi dobbiamo dare un segnale di speranza".

"Se Franco Marini fosse il Presidente delle larghe intese, non sarebbe il mio presidente" ha affermato la presidente del Pd Rosy Bindi a Otto e mezzo. Benedice, invece, la scelta di Marini Silvio Berlusconi: "Crediamo che il nome di Franco Marini sia la soluzione migliore che in questo momento potessimo ottenere" avrebbe detto il Cavaliere parlando ai gruppi del Pdl. Durissimo con Bersani Beppe Grillo, che punta le sue fiches su Stefano Rodotà dopo il passo indietro di Milena Gabanelli ("resto a fare la giornalista"). Il leader del Movimento 5 Stelle si infuria col segretario Pd, poi, durante un comizio lascia spazio all'ironia: "Pensavo fosse Valeria Marini e mi dicevo 'ha fatto la sindacalista?'", ha scherzato dal palco di Pordenone. "Il gesto che hanno fatto Bersani e Berlusconi di chiudersi di notte per decidere il presidente dell'Italia è vergognoso e io non me lo dimenticherò" ha detto (IL VIDEO)

Renzi: "Votare Marini è fare un dispetto al paese" - Franco Marini potrebbe inoltre finire sotto il fuoco amico. La mossa del segretario viene interpretata da Matteo Renzi come l'ennesimo affronto nei suoi confronti. "Votare Franco Marini - sostiene il sindaco di Firenze - significa fare un dispetto al paese: si sceglie una persona più per le esigenze degli addetti ai lavori che non per l'Italia". E, ha aggiunto: "Rodotà è meglio di Marini".

Giovedì 18 aprile, i 51 parlamentari renziani voteranno scheda bianca in contrasto sia sulla scelta del nome ma anche, spiega il senatore Andrea Marcucci, del metodo di mancata consultazione dentro il partito. Ma anche i 'giovani turchi' chiedono di rinviare la decisione a domani perché, sostiene Matteo Orfini, "è evidente che la scelta non è condivisa" e, a quanto si apprende, malumori ci sarebbero anche tra dalemiani e veltroniani. E via Twitter Sandra Zampa, vicina a Romano Prodi, e Marianna Madia annunciano che non voteranno l'ex presidente del Senato.
Oltre alla fronda interna, Marini non piace agli alleati. Anche Nichi Vendola, che sente puzza di inciucio tra Pd e Pdl, prende posizione durante l'assemblea: "Mi pesa dover esprimere un giudizio negativo sulla proposta di Bersani, l'identikit di Marini va bene ma per il terremoto politico che c'e' stato noi risultiamo inadeguati". Il leader Pd, invece, difende la forza politica del candidato: "Marini è una personalità di esperienza con il carattere per reggere le difficoltà, sarà, in grado di assicurare convergenza di forze di centrodestra e sinistra, ha un profilo dal tratto popolare e sociale".

Berlusconi dice sì a Marini e guarda alle larghe intese - E difende la scelta di Marini anche il leader del Pdl. "Dobbiamo essere compatti nel votare Franco Marini, con lui abbiamo più possibilità di avere un governo che faccia quello che serve al Paese". Silvio Berlusconi, in serata, dopo una giornata fitta di colloqui telefonici, incontri e riunioni, annuncia ai gruppi del Pdl riuniti alla Camera di aver dato il via libera all'intesa con il Pd sul nome dell'ex presidente del Senato. E nel fare l'annuncio, il Cavaliere svela anche quali sono i motivi, oltre evitare un nome 'sgradito' al Colle, che lo hanno indotto a optare per quella che era la sua 'terza scelta' nella rosa dei papabili targata Pd: ovvero, avere più chance che nasca un governo di larghe intese dopo l'elezione del successore di Napolitano. Che l'ex premier preferisse Giuliano Amato non è un mistero, così come non è una novità la simpatia e la stima che da sempre avvicina Berlusconi a Massimo D'Alema. Ma il timore che questi due nomi potessero spaccare fortemente il Pd e aprire la strada all'elezione di Romano Prodi o Stefano Rodotà ha prevalso, inducendolo ad alzare il disco verde a favore di Marini. Certo, l'ex premier non nasconde i timori di imboscate: non è detto che Marini ce la faccia al primo voto, confessa ai parlamentari, invitandoli a votare compatti e a non sbagliare nome (Franco, non Francesco, ndr). E non nasconde nemmeno il timore che possa esserci un blitz, ad esempio dei renziani - che hanno bocciato la soluzione Marini - assieme ai grillini, per eleggere Rodotà.

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