Quirinale, regole e numeri per eleggere il nuovo presidente

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A partire dalle 10 del 18 aprile, il parlamento si riunirà in seduta comune per scegliere il successore di Napolitano. Durante le prime tre chiame saranno necessari 672 voti (i 2/3 dei 1007 grandi elettori), poi basterà la maggioranza semplice

Elezione del presidente della Repubblica no stop. Il parlamento si riunisce in seduta comune a partire dalle 10 di giovedì 18 aprile e se i partiti dovessero trovare un'intesa già al primo scrutinio il nome del futuro capo dello Stato si potrebbe conoscere tra le 14 e le 15. Qualora invece fosse fumata nera, una nuova seduta dovrebbe cominciare intorno alle 15. E così si continuerà con due votazioni al giorno, anche nel weekend, fino a che le Camere non avranno scelto il nuovo inquilino per il Colle più alto.

Maggioranza assoluta e relative - A mettere a punto il calendario è stata la Conferenza dei capigruppo di Camera e Senato.
Durante le prime tre chiame saranno necessari 672 deputati (i 2/3 dei 1007 grandi elettori) per poter eleggere il Presidente della Repubblica, mentre da venerdì pomeriggio il quorum si abbasserà a quota 504.
Le cabine predisposte nell'emiciclo della Camera saranno quattro e a cominciare saranno i senatori, seguiti dai deputati e dai delegati regionali.
Le chiame come sempre saranno due e l'ordine sarà rigorosamente alfabetico. A condurre lo spoglio sarà la presidente della Camera, aiutata dai segretari dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio.  Saranno dichiarate nulle tutte le schede sulle quali saranno riportate 'espressioni scurrili', nelle quali sarà scritto più di un nome o il cui contenuto risulti illeggibile.

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