Quirinale, Finocchiaro e Marini contro Renzi

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La senatrice Pd e l'ex sindacalista replicano alle critiche del sindaco di Firenze: "Miserabile". Incontro tra Monti e Bersani: "Per il Colle serve un nome che rappresenti l'unità nazionale"

Sale la tensione tra le forze politiche e all'interno del Pd in vista dell'elezione del capo dello Stato. La Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, giovedì 18 aprile alle ore 10 per l'elezione del Presidente della Repubblica. L'avviso di convocazione verrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 15 aprile 2013.

Quirinarie M5S, Grillo si ritira - Intanto Grillo annuncia l'intenzione di non partecipare alla votazione finale del Movimento 5 stelle che oggi, lunedì 15 aprile, sceglierà il candidato che entrerà nella finale per il Colle. "Oggi, dalle ore 11 alle 21, sarà possibile votare il candidato alla Presidenza della Repubblica - scrive sul suo blog - Alla votazione possono partecipare gli iscritti al MoVimento 5 Stelle al 31 dicembre 2012 che abbiano inviato i loro documenti digitalizzati. Io ho deciso di non partecipare alla votazione finale e ringrazio per la stima tutti coloro che hanno fatto il mio nome".
I candidati, in rigoroso ordine alfabetico, sono quindi nove: Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Jole Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Luigi detto Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky.

Finocchiaro contro Renzi: "Miserabile" - Scintille invece nel Pd, sul tema dell'elezione del capo dello Stato. Dopo la bocciatura della candidatura di Marini e Finocchiaro da parte di Renzi, la senatrice Pd passa al contrattacco. "Trovo che l'attacco di cui mi ha gratificato Matteo Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti" ha commentato infatti dopo che Renzi aveva detto di lei: "La ricordiamo per le foto all'Ikea con la scorta". "Trovo inaccettabile e ignobile - prosegue Finocchiaro - che venga da un esponente del mio stesso partito". Sono dell'opinione che chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato". Renzi non ha voluto replicare alle frasi di Anna Finocchiario e ai giornalisti che gli chiedevano un commento all'ingresso a Palazzo Vecchio si è limitato a dire "grazie mille".

Marini: "Da Renzi parole inacettabili" - In serata arriva a Matteo Renzi anche la replica di Franco Marini. Il sindaco di Firenze, con una lettera a Repubblica, aveva bocciato l'idea che l'ex sindacalista potesse venire candidato in quanto rappresentanto dell'ala cattolica del Pd. "Non basta essere cattolici per salire al Colle" aveva scritto Renzi. "Nella mia vita pubblica ho ricevuto critiche e contestazioni. Come tutti" risponde Marini." Renzi però usa un altro registro. Insinua che starei strumentalizzando e consentendo che venga strumentalizzato il mio essere cattolico a fini politici".  "Premetto che io non mi sono candidato a nulla. Nella mia lunga vita sindacale e politica - prosegue - non ho mai utilizzato l'appartenenza religiosa per chiedere o ottenere incarichi di qualunque natura. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Non l'ho fatto mai e mai lo farei". "Con la sua lettera invece è proprio Renzi che ha commesso il grave errore che mi addebita: usare la religione a fini politici. Cosa assolutamente inaccettabile. Una deriva nella discussione pubblica di cui davvero non si sentiva la necessità e di cui Renzi porta tutta la responsabilità", conclude.

Renzi: "Mi impegno perché il Pd diventi un partito vincente"
- "Se qualcuno vuole parlare la lingua dell'insulto, si accomodi. Io non raccolgo. Finché mi sarà possibile continuerò a dare il mio contributo perché l'Italia torni a competere e a sperare. E mi impegnerò perché il Pd diventi un partito vincente" è la contro replica del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, nella sua e-news settimanale.

Bersani tenta di smorzare i toni - In serata Bersani tenta di gettare acqua sul fuoco della polemica interna al Pd. "Avete visto che facciamo sempre questo cinema, ma quando c'è da prendere una decisione, decidiamo", ha sottolineato il segretario del Pd ai cronisti al termine di una riunione alla Camera.  Sulla possibilità che il prossimo Presidente della Repubblica si possa eleggere già giovedì Bersani non si è sbilanciato. "Giovedi, venerdì... non sono in grado di dirlo", ha spiegato. "Queste cose si chiudono all'ultimo", ha sottolineato, "bisogna aspettare mercoledì".

Monti - Bersani: "Trovare candidato che rappresenti l'unità" - Sulla scelta per il Quirinale si è svolto in giornata anche un incontro tra Pier Luigi Bersani e Mario Monti. I due leader, si legge in una nota, hanno convenuto l'intenzione di "ricercare la massima convergenza possibile tra le forze politiche per la scelta di un candidato autorevole che possa rappresentare l'unità nazionale, come indicata dalla Costituzione". Bersani e Monti hanno inoltre ravvisato nel lavoro dei saggi "elementi di grande rilievo in campo istituzionale e in campo economico-sociale utili per dare prospettive alla fase attuale".

Berlusconi: "Il Pd faccia dei nomi per il Colle"
- Nel frattempo Silvio Berlusconi chiede che il Pd presenti un nome adeguato per il Colle e si dice disponibile a prenderl in considerazione. "Intanto attendiamo che ci presentino dei nomi", perché "nell'unico incontro che abbiamo avuto, si è parlato di una rosa di nomi, non quindi di uno o due nomi soli" ha detto il Cavaliere al Tg1. "Noi - ribadisce il leader Pdl - potremmo aderire a una votazione per un candidato che potessimo ritenere adeguato purche' ci fosse anche la possibilita' di collaborare nel governo che auspichiamo sia messo in campo immediatamente e che possa con urgenza varare quei provvedimenti - sottolinea - che non sono necessari ma indispensabili per far ripartire l'economia e uscire da una crisi recessiva non drammatica ma tragica".

Rimandato a domani l'incontro Pd-M5S - Sul fronte delle trattative tra le forze politiche in cerca della convergenza su un nome per il Quirinale  è' stato rinviato a domani l'incontro tra Pd e Movimento 5 Stelle, fissato inizialmente per le 18 di oggi 15 aprile, per verificare la possibilità di un'ampia convergenza
sull'elezione del Presidente della Repubblica. A quanto si è appreso, l'M5S ha chiesto di attendere l'esito della consultazione online tra i propri sostenitori per la scelta del candidato da sostenere in parlamento.  Il colloquio sarà questa volta a livello di capigruppo; per i democratici ci saranno Roberto Speranza e Luigi Zanda, mentre per i Cinque Stelle Roberta Lombardi e Vito Crimi.

Il voto sul simulatore
- Il Parlamento in seduta comune comincerà le votazioni per eleggere il nuovo presidente della Repubblica a partire da giovedì 18 aprile. Nelle prime tre votazioni per venire eletti sarà necessaria una maggioranza di almeno 671 voti, mentre a partire dalla quarta votazione basteranno 504 voti. Nel video qui sotto, il simulatore di SkyTG24 mostra tutti gli scenari possibili e le prospettive di elezione dei vari candidati.




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