Renzi: "Non basta essere cattolici per salire al Colle"

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Il sindaco di Firenze torna ad attaccare il Pd, bocciando le candidature di Marini e Finocchiaro: “Serve un garante per tutti”. Fassina: “Deliri di onnipotenza”. Fioroni: “Deve smetterla”. Possibile sfida Amato-Prodi per il Quirinale. RASSEGNA STAMPA

Nella settimana in cui le Camere si riuniranno in seduta comune per eleggere il prossimo presidente della Repubblica, la tensione tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani non si placa. E sembra spaccare il Partito democratico. Dopo l’affondo del sindaco di Firenze contro il segretario accusato di “cercare l’insulto” e la bocciatura dei nomi di Franco Marini e Anna Finocchiaro per il Quirinale, il rottamatore torna ad alzare i toni con una lettere al quotidiano Repubblica. Il concetto è riassunto nel titolo: “Non basta essere cattolici per il Colle, serve un garante per tutti gli italiani”.
Renzi, dopo aver bocciato la candidatura di Marini e Finocchiaro al Quirinale, si spinge oltre  pronunciandosi contro la scelta di un presidente cattolico. "Mi sembra gravissimo e strumentale il desiderio di poggiare sulla fede religiosa le ragioni di una candidatura a custode della Costituzione e rappresentante del Paese. Faccio outing: sono cattolico, orgoglioso di esserlo e non mi vergogno del mio battesimo", precisa e "sono tuttavia convinto che l'ispirazione religiosa, non solo cattolica non solo cristiana, possa essere molto utile alla società". Eppure, sottolinea, "nell'esperienza di sindaco di Firenze ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo. Rappresento la città tutta intera, non solo quelli con cui vado alla Messa la domenica". 

Renzi: "Serve presidente che rappresenti l'Italia" - "Renzi dedica parole di stima a Papa Bergoglio che "sta rendendo ragione della speranza cristiana con gesti di altissimo valore simbolico e di rara bellezza". Invece "i politici che si richiamano alla tradizione cattolica sono spesso propensi a porsi come custodi di una visione etica molto rigida. Non c'è peggior rischio di incrociare il cammino con i moralisti - ammonisce - specie quelli senza morale".
Quanto al successore di Giorgio Napolitano, Matteo Renzi chiarisce così il suo punto di vista: “Per me può essere cristiano, ebreo, buddista, musulmano, agnostico, ateo. Mi interessa che rappresenti l'Italia. Che sappia parlare all'estero. Che sia custode dell'unità in un tempo di grandi divisioni. Che parli nelle scuole ai ragazzi. Che spieghi il senso dell'identità in un mondo globale. Che non sia lì per accontentare qualcuno". E che "sappia dialogare, ascoltare, rispettare. Che sia al di sopra di ogni sospetto".

Fassina: "I sondaggi creano deliri di onnipotenza"
- E’ sempre il quotidiano Repubblica a ospitare due interviste, che ben documentano la crisi all’interno del Pd. Il primo a parlare è Stefano Fassina che sul sindaco di Firenze si esprime così: “Continua a far prevalere le sue pur legittime aspirazioni personali rispetto agli interessi del paese e mi sembra irresponsabile. Ormai è evidente che i sondaggi creino deliri di onnipotenza…”.
Duro con Renzi è anche l’ex ministro Beppe Fioroni: “Così continua a mettere costantemente sotto tensione il Pd. Il mio invito è di fermarsi, perché il punto di rottura dell’equilibrio è vicino”.

La Stampa: "Per il Colle è sfida Amato-Prodi" - Intanto il quotidiano torinese La Stampa sostiene che ormai la corsa al Quirinale sia fissata su due nomi, quello di Giuliano Amato e quello di Romano Prodi. "Ormai la scelta per il Colle si lega strettamente alle trattative su Palazzo Chigi - spiega Ugo Magri - E in particolare alla presenza o meno di ministri Pdl nel futuro esecutivo. Per riassumere un po’ brutalmente: nel caso in cui Berlusconi accetti di calare le sue pretese, e si accontenti di sostenere Bersani con un appoggio esterno, o al limite di inserire nel governo personaggi dal profilo condiviso, ebbene, allora si andrebbe verso l’elezione di un Capo dello Stato deciso insieme tra Pd e Pdl".

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