Berlusconi da Bari: "Governo stabile o voto a giugno". VIDEO

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Il Cavaliere risponde alle chiusure di Bersani e infiamma la piazza: "Se si vota, io candidato premier". Poi attacca i grillini, "una banda di dilettanti allo sbaraglio", e Romano Prodi: "Con lui al Quirinale ce ne andiamo dall'Italia"

"Siete in tanti, un vero fiume della libertà, credo che non ci sia bisogno di fare nessun discorso, mi commuovete...". Quando sale sul palco a Bari per il secondo  comizio post-voto dopo quello di piazza del Popolo, le prime parole di Silvio Berlusconi sono per il suo 'popolo azzurro'. Qualche minuto  dopo, tra cori da stadio ("Chi non salta Bersani è", "Silvio, Silvio") e striscioni tutti per lui ("Sei mitico, te li mangi tutti") il Cavaliere mette subito in puntini sulle 'i' e avverte  Pierluigi Bersani: "capiamoci una volta per tutte, o c'è subito un  governo forte e stabile per l'Italia o è meglio ridare subito la parola agli italiani votando a giugno"



Berlusconi: "Grillini dilettanti della politica" - Parole che suonano come un vero e proprio ultimatum, seguito dall'annuncio: "Se ci saranno elezioni, io mi candiderò a leader della coalizione della libertà e presidente del Consiglio, non posso sottrarmi". Galvanizzato dalla gente (ad ascoltarlo, secondo gli organizzatori, ci sono 150mila persone), il leader azzurro si sente già in campagna elettorale ("Questo di Bari potrebbe essere il primo comizio") e sfida il segretario Dem: "Non c'è più tempo da perdere, la crisi incombe, forse ci sarà una nuova manovra economica, smettila di inseguire i grillini", che sono "una banda di dilettanti allo sbaraglio, da far venire i brividi a tutti".

Il timore di Prodi al Colle - Al di là del toni da piazza, raccontano, Berlusconi sarebbe sempre pronto al dialogo, ma l'accordo con il Pd dovrà essere complessivo per il Colle e palazzo Chigi: per questo, attende da  Bersani una proposta concreta sull'esecutivo (che dovrà essere politico, con ministri pidiellini) e una rosa di nomi per il  Quirinale, purché non ci sia quello di Romano Prodi. Il Cav teme di  cadere nella 'trappola Prodi' e vede rosso quando gli prospettano la  possibilità che l'ex leader dell'Ulivo possa 'passare' grazie al voto del Movimento cinque stelle. Dal palco di Bari arringa la folla: "Con Prodi presidente ci converrebbe andare tutti all'estero". Allo stato, la trattativa sembra sul fil di lana e spetterà alle diplomazie trovare gli spiragli giusti. 

Il progetto di Berlusconi
- La strategia del Cav punta a fare l'en plein in due mosse. Forte dei sondaggi che lo danno al 34% ("ben quattro punti percentuali sopra la sinistra"), vuol portare a casa prima un accordo sul presidente della Repubblica: "basta che non sia ostile e garantisca quella 'pax giudiziaria' che rassereni il clima in vista delle prossime incombenze processuali, caso Ruby e diritti Mediaset in testa, dicono a palazzo Grazioli. Per poi sedersi di nuovo al tavolo  delle trattative per un governo di larghe intese forte e duraturo con un programma chiaro, non certo quello messo a punto dai 'saggi' di  Giorgio Napolitano che avrebbe lasciato molto perplesso il leader azzurro.

Non svelato il candidato del Pdl al Quirinale - Non sarà facile ottenere il 'pacchetto completo' presidente di garanzia-palazzo Chigi, ma ci prova e vuol vederci chiaro, perché teme imboscate durante lo scrutinio quirinalizio. Intanto, il  totonomine per il Colle continua. I nomi più gettonati nel Pdl sono sempre quelli di Giuliano Amato, Franco Marini, Massimo D'Alema e  Luciano Violante, ma il candidato 'vero', raccontano, resterà  'coperto' sino all'ultimo momento. 'B&B' dovrebbero tornare a vedersi tra lunedì e martedì prossimo e solo allora si capirà cosa accadrà per la partita del Quirinale. Se non ci dovesse essere un'intesa tra i due leader, raccontano, il Pdl potrebbe indicare nelle prime votazioni il suo candidato di bandiera Gianni Letta per capire le intenzioni degli altri partiti, soprattutti i 'montiani'.

Ironzie su Bersani e Crozza - Durante l'intervento a Bari (durato poco più di un'ora, come  successo in piazza del Popolo il 23 marzo scorso) Berlusconi chiama in causa più volte Bersani per richiamarlo alle sue responsabilità:  "Caro Pierluigi, vuoi i nostri voti ma non vuoi un governo con noi,  allora io gli dico: noi siamo moderati ma non abbiamo l'anello al naso, non stiamo mica a pettinare le bambole...". E ancora: "Sono passati circa 50 giorni dal voto  del 24-25 febbraio e non abbiamo ancora un governo, vi sembra  possibile che in una crisi così possiamo concederci questa assurda paralisi? Caro Bersani, le strade sono due: o accettate di dialogare  con noi, e dunque scegliamo un capo dello Stato e formiamo un nuovo governo", oppure "l'interesse del Paese e la gravità della  situazione impongono che si torni subito alle urne, il paese non può più aspettare".Il Cavaliere ironizza su Bersani per le sue metafore: "Non capisco se è lui che scrive i testi di Crozza o viceversa...". Poi attacca Nichi Vendola: "Non si capisce niente quando parla...  Nichi ci può insegnare come fare bene l'imputato: con i magistrati  che lo giudicheranno lui ci va amichevolmente a pranzo", sottolinea  riferendosi alle foto pubblicate da 'Panorama'.

L'attacco alla magistratura - Da qui l'ennesimo affondo a quei "pm che usano la giustizia per fini politici" con l'esempio della sua storia personale: "Chiunque  può finire nel tritacarne giudiziario"."La persecuzione giudiziaria - avverte - ha già di fatto pesantemente condizionato la vita politica  del Paese e può mettere il pericolo anche il governo". Berlusconi rivendica con orgoglio di aver fermato "la gioiosa macchina da guerra di Occhetto, ma abbiamo fermato anche D'Alema, poi Prodi la melassa di Rutelli e Veltroni. Ora stiamo fermando Bersani". "I sondaggi - assicura - ci danno al 34%, potremmo vincere anche  alla Camera se si andasse alle elezioni". Prima di lasciare il palco il Cav lancia baci ai suoi sostenitori ("vi voglio bene e mi auguro  che continuiate a volermi bene anche voi") e chiude rievocando il suo vecchio amore, Forza Italia: "Viva la libertà, viva l'Italia, viva  Forza Italia".

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