Quirinale, scontro Renzi-Bersani e la svolta di Berlusconi

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Il sindaco escluso dai grandi elettori, ma il segretario nega di aver fatto pressioni. Il Cavaliere penserebbe a una soluzione per il Colle: via libera al leader del centrosinistra, poi larghe intese. Grillo lancia le Quirinarie. RASSEGNA STAMPA

Il nodo Quirinale scalda gli animi mentre il governo è ancora in stallo. Grillo grida all"inciucio' tra Pd e Pdl e lancia le 'quirinarie', primarie online per il Quirinale. E si consuma un nuovo braccio di ferro nel centrosinistra con Renzi che accusa di essere stato escluso dalla rosa dei tre grandi elettori della regione Toscana che parteciperanno all'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Immediata la risposta del segretario di partito Bersani, che puntualizza: "Non è colpa mia". Tutto ciò mentre il presidente di Confindustria chiede un governo "perché il tempo è scaduto" e la Ue lancia l'allarme sugli squilibri macroeconomici: scarsa competitività e debito pubblico elevato. Questi, in sintesi, i temi dei quotidiani in edicola giovedì 11 aprile (IL VIDEO).

La svolta di Berlusconi per il Colle: "Via libera a Bersani" - E, secondo quanto raccontato da Carmelo Lopapa su la Repubblica, il Pdl starebbe pensando alla possibilità di lasciare eleggere Pier Luigi Bersani al Colle. "Il Cavaliere include il segretario nella "rosa" di papabili, con l'obiettivo di arrivare al governo di scopo e poi tornare al voto 'sotto l'ombrellone', il 7 luglio. Il Pdl potrebbe decidere di votare un suo candidato di facciata, ma lasciare che il leader Pd venga eletto" racconta il cronista parlamentare del quotidiano diretto da Ezio Mauro. "Dal colloquio avuto con Pierluigi ho avuto la sensazione che non escluda affatto di finire lui stesso al Colle e a quel punto, vi dirò, potrebbe pure servire a sbloccare la situazione" avrebbe raccontato Berlusconi "nella cena avuta martedì sera fino a tarda ora con Alfano, Verdini, Brunetta, Schifani, Gasparri, Cicchitto, a Palazzo Grazioli".

Renzi a Bersani: basta sgambetti - Intanto, nel Pd si accendono gli animi con Renzi che accusa di essere stato volutamente escluso dalla terna dei Grandi elettori della regione Toscana che voteranno per l'elezione del presidente della Repubblica. "A Pier Luigi dico basta attacchi si rivoti pure col Porcellum" dice il sindaco di Firenze intervistato da il Messaggero. E assicura: "Io rimango nel mio partito, in cui sto bene. Odio i partitini personali e credo nel bipolarismo: nel centrosinistra chi è di centrosinistra, nel centrodestra chi è nel centrodestra".
E parla anche il presidente dell'assemblea nazionale del Pd, Rosy Bindi: "Caro Bersani - dice a la Stampa - così non va. Un governo di minoranza ci consegna a Berlusconi".

Veleni nella corsa al Colle - Maurizio Belpietro, invece, apre l'edizione di Libero con la notizia delle dichiarazioni dell'architetto Sarno su un presunto coinvolgimento di Massimo D'Alema nella vicenda legata all'acquisto di quote pari al 15% dell'autostrada Milano-Serravalle. "Faida a Sinistra per il Quirianale. prima vittima D'Alema" titola Libero.
"Fuori uno. A una settimana dalla conta per eleggere il presidente della Repubblica, dalla Procura di Monza arriva dritto un siluro che affonda la candidatura di D'Alema".

Grillo lancia le Quirinarie - Il Movimento 5 Stelle, invece, vota online il proprio candidato al Colle. Ferdinando Imposimato; due ex premi Nobel come Carlo Rubbia e Dario Fo; Milena Gabanelli; gli onnipresenti Gustavo Zagrebelsky ed Emma Bonino; Gino Strada e lo stesso Beppe Grillo. Il toto-nomi per il candidato del M5S alla presidenza della Repubblica è partito.

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