Grillo: "Chi vuole un accordo col Pd ha sbagliato a votarci"

1' di lettura

Il leader del M5S sul suo blog attacca chi chiede di appoggiare Bersani. Ma intanto nel Movimento cresce la fronda dialogante. Un gruppo di deputati a cinque stelle contestati davanti a Montecitorio

Nuovo duro intervento di Beppe Grillo contro i malpancisti a 5 Stelle che auspicano un'apertura del dialogo per sbloccare l'impasse istituzionale. "Perché hai votato il M5S? Per fare un governo con i vecchi partiti? Per votare in Parlamento i meno peggio? Se hai votato per il M5S" per uno di questi motivi, "allora hai sbagliato voto" tuona il leader del movimento che elenca, ad una ad una, le ragioni di quella che deve essere la 'rivoluzione' a 5 Stelle. Nessun riferimento diretto ai parlamentari che, giorno dopo giorno, si interrogano sempre più sull'utilità di quel muro eretto dal Movimento contro tutto e tutti. Dopo il no a Bersani, il no a Napolitano, il no ad una rosa di nomi per un governo 5 Stelle e, ora, dopo il no al dialogo con i saggi nominati da Napolitano. E' sbagliato, afferma Grillo, "partecipare a riunioni extraparlamentari di 10 saggi, che sono parte del problema".

Il M5S punta sulle commissioni
- Il fatto è che giorno dopo giorno, l'intransigenza al confronto del M5S rischia di rivoltarsi contro i programmi dello stesso movimento che, ad esempio, ha già preannunciato di voler presentare una mozione per il ritiro delle truppe dall' Afghanistan, su cui potrebbe trovare il sostegno di Sel. E di vanificare i successi già ottenuti, come quello sulla prorogatio del governo in carica. La linea del M5S - che ora deve anche riaffrontare la grana delle dimissioni, respinte, della senatrice Mangili - in questi giorni punta dritta a far partire le commissioni permanenti. Su questo scende in campo l'ideologo 5 Stelle Paolo Becchi che propone una mobilitazione, minacciando una nuova piazza San Giovanni. Sull'altare del 'subito via alle Commissioni' i 5 Stelle sacrificano anche la possibilità di velocizzare l'iter del dl sui debiti della Pa che tanto hanno voluto. I 'grillini' hanno infatti detto No alla proposta della capigruppo di ampliare i poteri della commissione speciale della Camera per consentire l'esame del decreto. "Non siamo noi che freniamo, è il governo" precisa il deputato Alfonso Bonafede che ribalta anche la 'cronologia' tra l'anatema del leader e le decisioni che i parlamentari devono prendere, ad esempio, sulla questione dei saggi. "Quello è un nodo risolto e Grillo diffonde la nostra posizione" afferma.

La fronda dei dialoganti
- Ma è un fatto che la riunione di martedì ha di nuovo fatto emergere la posizione della 'fronda' dei 'dialoganti': la linea del No alla rosa di nomi è passata a maggioranza con 30 contrari e, pare, una decina di astenuti. Del gruppo farebbero parte, oltre a Mara Mucci, la deputata che ha lasciato la riunione in lacrime, anche Giulia Sarti, Lorenzo Battista ed Alessio Tacconi: vorrebbero proporre un Governo M5S mentre 80, tra cui i capigruppo Vito Crimi e Roberta Lombardi, sono contrari. Se questo è il rapporto si capisce anche il perché del richiamo di Grillo che arriva anche dopo una contestazione 'pro-fiducia' al M5S fuori da Montecitorio. "Che Grillo debba ribadire con un post ciò che ha ripetuto centinaia di volte nelle piazze, è preoccupante" commenta via Fb il blogger di area Daniele Martinelli. Ma le parole della Mucci sono chiare: è "il momento di fare un passo concreto verso una reale proposta di governo attraverso una serie di personalità a noi gradite" e la scelta di non fare nomi "è un no per ora". "In futuro", annuncia, non possiamo escludere "decisioni diverse"

Leggi tutto