Napolitano: "Ai saggi 8-10 giorni al massimo"

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Il presidente della Repubblica pone un limite temporale al lavoro delle due commissioni scelte da lui. Da Berlusconi però arriva una disponibilità che non va oltre le 72 ore. Poi "o larghe intese, o si ritorna al voto"

Nella clessidra dei 'saggi' (FOTO: ecco chi sono) la sabbia ha già iniziato a scendere verso il basso: 8-10 giorni al massimo, ha avviato il countdown oggi Giorgio Napolitano, sconcertato dagli attacchi dei partiti ai 'facilitatori', che il Capo dello Stato nel primo incontro martedì 2 aprile al Quirinale ha vincolato alla riservatezza più assoluta. Fino al prossimo giovedi' niente più interviste,  dichiarazioni o comparsate nei talkshow, ha chiesto il Capo dello Stato a Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante, del gruppo di lavoro istituzionale. Stessa regola di condotta si daranno Enrico Giovannini, Giovanni Pitruzzella, Salvatore Rossi, Enzo Moavero Milanese, Filippo Bubbico e Giancarlo Giorgetti, la 'squadra' economico-sociale che definisce "ragionevole" una ricognizione sui temi del fisco e della Tares.

Saggi riferiranno il 12 aprile
- Il 12 aprile - giusto il giorno prima della grande manifestazione di piazza convocata a Bari da Silvio Berlusconi - l'istruttoria dei saggi dovrà essere completa: sovrapponendo le griglie delle proposte su legge elettorale, riforma della seconda parte della costituzione, regolamenti parlamentari e costi delle istituzioni politiche Napolitano verificherà possibili punti di incontro, valuterà se si apre qualche spiraglio e, a quel punto, è possibile che indica lui stesso nuove consultazioni alla luce del rapporto ricevuto.

Berlusconi concede al massimo tre giorni - Sempre che il tavolo, apparecchiato dal Colle tra critiche e scetticismi, non salti prima. In un caminetto del Pdl ad Arcore è andato in scena l'ennesimo braccio di ferro, con Silvio Berlusconi intenzionato a ridurre a 72 ore al massimo lo spazio di manovra dei saggi. Poi o larghe intese o subito alle urne, prima che si renda impraticabile la finestra del voto a giugno e si creino le condizioni per ordire ambigue trame sul Quirinale (dove si gioca la partita vera, quella sulla scelta del nuovo presidente, che il Pdl vuole di garanzia ). Vince poi la linea della prudenza, raccomandata ancora una volta da Gianni Letta. E Angelino Alfano, dopo aver detto ieri che la 'casa brucia', ribadisce che "Se Bersani vuole occupare tutte le istituzioni, non c'è alcuno spazio per il dialogo".

No di Bersani al voto anticipato
- Affossa il lavoro dei saggi il M5s ("non servono badanti"), mentre con Roberto Maroni la Lega dice "no ai bizantinismi politici". Pier Luigi Bersani invece smorza le critiche del Pd sui saggi."Accompagneremo questa fase, questo meccanismo di facilitazione per esaminare i punti di avvicinamento o di dissenso tra le forze politiche - dice -. Queste personalità, perché non è giusto chiamarli saggi , possono svolgere un lavoro utile, ha fatto bene a nominarli, ma la parola ultima va affidata al Parlamento". Il segretario del Pd resta però indisponibile tanto al voto anticipato quanto a governissimi e spiega che il tempo di 8-10 giorni fissato da Napolitano significa che "la ripartenza e' affidata al prossimo presidente" (che potrebbe anche scongelare il suo preincarico).

Le scuse per l'assenza di figure femminili
- Intanto Giorgio Napolitano, amareggiato, in una lunga nota legittima la task force da lui voluta e allo stesso tempo ne ridimensiona la portata 'ricognitiva', forse per difendersi dalla critiche di chi ha visto nella mossa del Capo dello Stato la volontà di 'spacchettare' Pd e Pdl a vantaggio delle grandi intese. "E' del tutto ovvio che qui non si crea nulla che possa interferire né nell'attività del Parlamento, né nelle decisioni che spettano alle forze politiche", puntualizza ricordando che a legargli le mani sono state proprio "le rigidità" dei partiti e "la situazione politica irrigidita in posizioni inconciliabili". Tenuto conto delle difficoltà legate al semestre bianco, "la ripartenza è consegnata al nuovo Presidente". Napolitano si è infine scusato per l'assenza tra i saggi di figure femminile, spiegandola con l'urgenza e con l'assoluta informalità dell'organismo.

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