Governo, scende in campo Napolitano

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Il Capo dello Stato dà via a consultazioni lampo per cercare di uscire dall'impasse politico. In giornata vedrà le delegazioni di Pdl, Pd, Scelta Civica e M5S. Si va verso un esecutivo "del presidente". Sul tavolo i nomi di Cancellieri, Saccomanni e Gallo

Venerdì sera, o al più tardi sabato mattina, si capirà se e come Napolitano riuscirà a portare il Paese fuori dalle secche di questa crisi. Dopo "l'esito non risolutivo" del tentativo di Bersani, il Capo dello Stato si propone "senza indugio" di esperire "iniziative per gli sviluppi possibili del quadro politico-istituzionale". In sostanza, valuterà in prima persona se ci sono ancora degli spiragli (soprattutto sul fronte del Pdl, determinatissimo a spuntare il nome del prossimo inquilino del Colle senza spazi di trattativa) che consentano al segretario del Pd di proseguire la sua corsa o se si dovranno cercare delle alternative come, per esempio, un governo del presidente con un programma definito e guidato da un tecnico di rango a cui affidare l'incarico in tempi strettissimi, forse già da venerdì sera, si ragiona in ambienti parlamentari. Tant'è che stanno già circolando diversi nomi per questo ipotetico incarico.

Il Sole 24 Ore: "Basta giochi"
- A mettere fretta al sistema politico ricordando le emergenze del Paese è il Sole 24 Ore che apre con un titolo a carattere cubitali: "Basta giochi". Nel suo editoriale il direttore Roberto Napoletano ricorda che "quasi un giovane su due è senza lavoro, ogni giorno chiudono decine di aziende manifatturiere, l'insieme di prelievi fiscali e contributivi che grava sulle imprese (total tax rate) è arrivato alla cifra record del 68,3%, il costo delle inefficienze della macchina burocratica su imprese e famiglie è stimata in 73 miliardi l'anno". E il direttore continua nel suo appello: "Basta giochi, per piacere. Questa Italia esige rispetto, attenzione e, soprattutto, merita di essere governata".

Sul governo del presidente Pd vuole mano libera - "Bersani si ferma, Napolitano in campo" titola il Corriere della Sera, che in un retroscena firmato da Marzio Breda tra i papali per un eventuale governo del presidente punta sull'attuale ministro degli Interni Annamaria Cancellieri e sul presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo. "Dopo settimane di negoziati a base di provocazioni, penultimatum e bluff, stavolta si deve sul serio uscire dallo stallo. Le delegazioni dei partiti, di certo più concilianti di quanto si siano rivelate fino a ieri, saranno messe davanti alle proprie responsabilità e dovranno impegnarsi in modo non ambiguo sullo scenario che sarà presentato loro" scrive il quotidiano milanese. Un governo sul quale però il Pd potrebbe pretendere mano libera. Nelle pagine interne del Corriere, infatti, Maria Teresa Meli rivela che nel faccia a faccia tra Bersani e Napolitano, il segretario del Pd avrebbe detto al capo dello Stato: "Se vuoi fare il governo del Presidente, sappi che noi possiamo al massimo garantirti un appoggio esterno. Nel senso che lo faremo nascere ma non lo sosterremo in nessun modo e ogni volta che ci capiterà di dover votargli contro lo faremo senza problemi". Una presa di posizione che avrebbe "inquietato" non poco il presidente della Repubblica.

Napolitano: "Verificare le condizioni del Pdl" - "Governo, in campo Napolitano" è il titolo di apertura di Repubblica, secondo cui il capo dello Stato avrebbe intenzione di verificare le pretese di Silvio Berluscono sul Quirinale, considerata questione non dirimibile dal Pdl per un eventuale appoggio a un nuovo governo. "Se è vero che Berlusconi rifiuta l'accordo perché vuole farsi eleggere al Quirinale, me lo deve dire chiaramente" avrebbe detto Napolitano secondo il retroscena firmato da Francesco Bei e Goffredo De Marchis. Tra i papabili per un eventuale "governo del Presidente" il quotidiano romano punta su Pietro Grasso. Nome che sarebbe gradito al Pdl, anche perché portarlo a Palazzo Chigi "libererebbe per noi il posto a palazzo Madama" avrebbe detto un senatore del partito di Berlusconi.

Le tensioni nel Pd
- La Stampa di Torino offre invece in uno specchio riassuntivo le posizioni dei vari partiti. Nel Pd "Bersani spera ancora, ma il partito si prepara a un cambio di passo" scrive il quotidiano piemontese, riportando le parole di un esponente democratico secondo il quale se "Bersani si dovesse fare da parte scatterebbe la resa dei conti nel partito". Il piano del Pdl sarebbe invece quello di "assecondare il Colle per spaccare il Pd". Ma il Cavaliere è messo sotto pressione da Roberto Maroni, che vuole evitare a tutti i costi il ritorno alle urne. Sul fronte 5 Stelle invece la Stampa racconta di un vertice notturno del movimento "per decidere se dare una rosa di nomi" a Napolitano. Ipotesi sollevata da una parlamentare emiliana, ma, a quanto pare, bocciata dagli altri eletti grillini. Scelta Civica infine continua a battere sulla linea delle grandi intese. Tra i papali per un incarico istituzionale la Stampa mette i più favoriti Fabrizio Saccomanni, direttore di Bankitalia, Giuliano Amato, Franco Gallo e Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell'Anci.

Tensioni tra Bersani e Napolitano
- "Bersani bloccato, Colle in campo" è il titolo di apertura del Messaggero, che riporta di un colloquio teso tra Pier Luigi Bersani e Giorgio Napolitano, con il segretario del Pd che avrebbe chiarito di non poter avvallare nessuno "salvacondotto per il Cavaliere". Il salvacondotto sarebbe la possibilità di scegliere il prossimo inquilino del Quirinale, una figura che potrebbe garantire Berlusconi sul fronte giudiziario. "Noi a queste condizioni non ci stiamo" avrebbe detto Bersani.

Libero: "Bersani si è schiantato" - Sarcastici invece i titoli dei quotidiani vicini al centrodestra. "Ciao ciao Bersani" apre Il Giornale, secondo cui "Berlusconi tiene duro: o si tratta con noi o non c'è via d'uscita". Libero invece apre con una vignetta di un Napolitano su un carro armato che dice "Ghe pensi mi". "Bersani si è schiantato e scene in campo direttamente Napolitano. Sarà lui a condurre le trattative per arrivare all'unica soluzione praticabile in questo momento: un governo retto da Pd e Pdl e imperniato su pochi temi economi. Ora speriamo che il compagno segretario si faccia da parte senza altri capricci: ci ha già fatto perdere fino troppo tempo" scrive nel suo editoriale Maurizio Belpietro.

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