Consultazioni di Bersani, il giorno dei partiti

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Il segretario del Pd continua i suoi incontri per trovare una maggioranza. In giornata si vedrà con i centristi di Scelta Civica, poi toccherà alla delegazione del Pdl (senza Berlusconi). Mercoledì sarà il turno del Movimento 5 Stelle

Dopo aver incontrato nei giorni scorsi le parti sociali, il presidente del Consiglio incaricato Pier Luigi Bersani inizia oggi i confronti con i partiti. A nessuno si chiede "l'impossibile", ma solo di prendersi "un pezzo di responsabilità". Questo l'appello che il leader del Pd, che ha ricevuto da napolitano il pre-incarico a formare un nuovo governo, rivolge alle forze politiche. L'obiettivo è salire giovedì al Quirinale con uno schema chiaro delle intenzioni ma anche dei numeri, così da convincere il Presidente della Repubblica che il "governo dei miracoli" può nascere davvero.

La partita del Colle - Intanto sui quotidiani si susseguono restroscena e interpretazioni di questa difficile fase politica. "Bersani: non tratto con Berlusconi" è il titolo di apertura di Repubblica, che in un articolo firmato da Goffredo de Marchis, racconta di un segretario del Pd intenzionato ad andare contro le indicazioni di Giorgio Napolitano (che vuole numeri certi) e cercare i numeri per il suo governo in aula. "Ha messo in contro lo stallo e l'ipotesi di proporre al capo dello Stato un avvio della legislatura con il suo governo anche in mancanza di un paracadute sicuro". Resta però dirimente anche la questione del successore di Napolitano. "La trattativa è avviata, ma non registra passi in avanti. La minaccia del Partito democratico però cresce d'intensità" scrive Repubblica, che spiega come "il Pd può eleggere il capo dello Stato con una maggioranza larga che comprenda il Pdl, ed è la strada offerta al centrodestra, come ha detto ieri Enrico Letta. Ma può farlo con Monti e basta. In casi estremi, riuscirebbe ad eleggerlo da solo, magari proponendo un nome gradito ai grillini (che sono 160)". Insomma, se il Pdl vuol essere della partita, è il ragionamento di Repubblica, dovrà tentare di trovare l'intesa su un nome ma non di avanzarne uno suo.

Il piano B del Pd - "Una fronda nel Pdl prepara il piano B" è invece il titolo del retroscena del Corriere della Sera firmato da Maria Teresa Meli, secondo cui all'interno del partito di centrosinistra, si starebbe formando la volontà di creare un "governo a bassa intensità politica". Un esecutivo della durata di otto/nove mesi, messo in piedi per realizzare "riforma elettorale, riforma del finanziamento pubblico ai partiti, riduzione dell'Imu per determinate fasce di cittadini e (ovviamente) approvazione della legge di stabilità". Un'idea pronta per essere messa in campo nel caso in cui il progetto di Bersani dovesse fallire e dietro alla quale si starebbero già muovendo Veltroni e gli ex Ppi. Un'idea che non dispiacerebbe neanche a Matteo Renzi che gli consentirebbe di "candidarsi alle primarie nel tardo autunno e di riuscire a non bruciarsi perché i tempi delle elezioni si allungano troppo".

La strategia del Cavaliere
- Il Messaggero introduce la giornata di consultazioni, titolando "Conta al Senato, sfida finale". Secondo il quotidiano romano, però, nel centrodestra si punterebbe soprattutto ad eleggere una figura di garanzia al Quirinale per poi tornare quanto prima alle urne. "Il piano del Cavaliere: Marini al Quirinale, poi staccare la spina" è infatti il titolo dell'analisi di Alberto Gentili all'interno del giornale. Di partito "a rischio implosione" parla invece La Stampa di Torino che su Bersani titola: "La solitudine del segretario".

Libero: "Se Bersani non fosse capace?"
- "Bersani, ma sei matto?" titola invece il quotidiano di centrodestra Libero, il cui direttore Maurizio Belpietro si chiede, nel suo editoriale, "se dietro all'aria tetra di burocrate di partito semplicemente ci fosse il nulla? Se per Bersani Jones, esploratore alla ricerca di una maggioranza mai avuta, l'incarico di formare un nuovo governo fosse banalmente un compito più grande di lui?". Il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, preferisce invece titolare sulla sentenza di condanna a Marcello Dell'Utri. "Magistratura scatenata" è il titolo del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti che definisce la richiesta di arresto dell'ex senatore del Pdl come un "ultimo agguato" dei pm.

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