Pd, Letta: "Nessun piano B, no a coalizione con il Pdl"

1' di lettura

Dopo le tensioni interne, il vicesegretario dei democratici interviene a SkyTG24: “Dobbiamo essere compatti intorno a Bersani”. Renzi non sarà alla direzione del partito. Berlusconi: “O cambiano linea o si torna al voto, assurdo inseguire Grillo

Dopo le tensioni scoppiate all'interno del Pd e in attesa della direzione nazionale che si riunirà nella serata di lunedì 25 marzo, il vicesegretario del partito, Enrico Letta, a SkyTG24 spiega (VIDEO): “La direzione del Pd non è convocata per decidere su un piano B, il nostro impegno è sul successo del tentativo di Bersani che dipende innanzitutto dalla compattezza del Partito democratico. Un tentativo difficile ma possibile”.
Letta però chiude di nuovo le porte al Pdl: “Per come si è comportato un accordo di grande coalizione come si chiamerebbe in Europa non è possibile”.

Renzi non sarà alla direzione del Pd - Alla direzione del Pd non parteciperà però Matteo Renzi che, in un'intervista a una radio toscana, chiosa: "Non andrò alla direzione stasera. E' stata convocata all'ultimo momento e io avevo dei precedenti impegni da sindaco". Il primo cittadino di Firenze, però, ribadisce la sua lealtà nei confronti del leader del Pd:  "Bersani sta tentando di formare un governo, spero che ce la faccia. La mia serietà e la mia lealtà sono fuori discussione".

Fassina: "Direzione dirà no a larghe intese" - La chiusura verso Berlusconi viene ribadita da Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, che in un’intervista a Repubblica dice: "Un esecutivo con il Pdl è impensabile, non risponderebbe al voto degli elettori e allargherebbe il solco tra cittadini e istituzioni. Chi alimenta questa prospettiva avvicina le elezioni", "è un problema di coerenza su una scelta fatta da tutto il partito". Tuttavia, "Carroccio e Pdl non sono lo stesso partito. Il mio ragionamento riguarda Berlusconi". Fassina è certo che "oggi la direzione confermerà il no a larghe intese, chi dice il contrario boicotta il segretario".

Berlusconi: “Allora si torni al voto”
- "Come ho detto ai nostri 300 mila sostenitori in piazza o il Pd cambia linea a 180 gradi e si rende disponibile ad un governo con il Pdl e contemporaneamente dichiari di volere un moderato al Colle oppure si torni al voto al più presto". Il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi (ASCOLTA), ribadisce la linea espressa sabato 23 marzo durante la manifestazione di Roma. "Ci devono essere due cose e non una sola, visto che le elezioni hanno dato come risultato due forze alla pari noi chiediamo che ci sia un governo con l'inclusione del Pdl e anche un presidente della Repubblica moderato", ha poi aggiunto Berlusconi ribandendo inoltre che "la sinistra ha occupato tutte le cariche e se farà lo stesso per il Quirinale noi con i nostri senatori bloccheremo il Senato e quindi il Parlamento e porteremo la protesta in piazza perché questo sarebbe un golpe in Italia".

Ascolta l'audio



“Assurdo inseguire Grillo” - "E' assurdo che Bersani continui ad inseguire i grillini che gli hanno già detto di no molte volte anche con sberleffi due, tre volte al giorno". "Bersani non ha possibilità di mettere su un governo con grillini ‘comperati' rispetto al programma che vuole Grillo perché noi non lo accetteremo e lo impediremo. Il Pd non può pensare di mettere da parte un terzo degli italiani senza farli contare al governo e senza che ci sia la possibilità di un accordo per un uomo di garanzia per tutti alla Presidenza della Repubblica".
"La Lega è con noi come è logico che sia ed andremo insieme alle consultazioni con Bersani". - "Bersani è una persona ragionevole prenda atto che non ha i numeri e quindi come sempre si è fatto in questi casi si faccia un governo, nell'interesse del Paese, con le altre forze responsabili. Con noi, con la Lega e con le forze di centro come è giusto e doveroso che sia".

Leggi tutto