Governo, il precedente del pre-incarico a Prodi. LA SCHEDA

Una foto d'archivio del 9 ottobre 1998 ritrae l'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro durante l' incontro con il presidente del Consiglio Romano Prodi
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Il 13 ottobre 1998 l'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro convocò al Quirinale il professore, che ricevette il compito di "verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo"

Per trovare un altro pre-incarico come quello conferito a Pierluigi Bersani da parte di Giorgio Napolitano si deve tornare indietro alla sera del 13 ottobre 1998, quando l'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro convocò al Quirinale Romano Prodi, il cui governo cadde il 9 ottobre per una crisi provocata da Rifondazione Comunista.
Anche in quell'occasione, come si ricorda oggi in ambienti della presidenza della Repubblica, il leader dell'Ulivo e presidente del Consiglio dimissionario Prodi ricevette un pre-incarico con un compito ben preciso: "Verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo, che gli consenta la formazione del governo" e di tornare al Colle a riferire "nel più breve tempo possibile".

15 ottobre, Prodi: non ci sono le condizioni - Dal giorno dopo, 14 ottobre, cominciano le consultazioni informali di Prodi alla Camera. E per primi, il professore, incontra la delegazione dei Comunisti italiani e quella dell'UDR. Poi, nel pomeriggio, convoca a Palazzo Chigi il vertice dell'Ulivo al quale prendono parte Ds, Ppi, Verdi, Rinnovamento Italiano, Socialisti democratici, Unione Democratica, Repubblicani, Rete e il leader Idv, Antonio Di Pietro. Già il 15 ottobre Prodi torna al Quirinale per riferire sull'esito del 'pre-incarico'. Comunica a Scalfaro che non ci sono le condizioni per andare avanti e rimette il mandato.

16 ottobre, nuovo pre-incarico a D'Alema - Il presidente della Repubblica comincia così un secondo giro di consultazioni. E il 16 ottobre conferisce un altro 'pre-incarico' ad un altro protagonista di quegli anni: Massimo D'Alema. La formula è la stessa e il compito è sempre quello: "Verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo, che consenta la formazione del governo". Anche D'Alema, il 17 ottobre, dà il via alle sue consultazioni. E il 19 convoca alla Camera una riunione dei capigruppo dell'Ulivo di Camera e Senato nella quale si redige e si approva una sorta di accordo programmatico.
D'Alema torna al Quirinale per riferire al Capo dello Stato che una maggioranza su cui contare c'è, anche con i voti del Partito di Francesco Cossiga ( l'Udr). E riceve così un incarico 'pieno' per formare il Governo.

Il 27 ottobre D'Alema riceve la fiducia delle Camere - La riserva D'Alema la scioglierà solo il 21 ottobre concludendo così una crisi di governo durata 12 giorni. Entro il 27 ottobre D'Alema riceverà la fiducia di Camera e Senato.
Il primo esecutivo da lui presieduto resta in carica dal 21 ottobre 1998 al 22 dicembre 1999.

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