Movimento 5 Stelle, scontro sui senatori ribelli

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Fa discutere il voto che ha portato Grasso alla presidenza di Palazzo Madama. Dopo la "scomunica" di Grillo, parla uno dei dissidenti: pronto a lasciare. Crimi: "Così è anarchia". Scoppia il caso del commento sparito sul blog. RASSEGNA STAMPA

Mentre si apre una settimana decisiva per la formazione del nuovo governo, c'è ancora aria da resa dei conti all'interno del Movimento 5 Stelle. Al centro della discussione ancora il voto dei senatori che, contro la linea della formazione, hanno votato per Pietro Grasso alla presidenza del Senato. Uno dei dissidenti, Giuseppe Vacciano, mette sul tavolo le sue dimissioni. Sul destino di lui e degli altri decideranno i colleghi parlamentari, all'inizio di questa settimana. La polemica intanto occupa ancora le pagine dei quotidiani (guarda nel video in alto la rassegna stampa).

Crimi a Repubblica: "Così è anarchia, non democrazia" -
"Si è creato un grave precedente - dice in un'intervista a Repubblica Vito Crimi - questa è anarchia, non democrazia". Il capogruppo del M5s al Senato spiega che chiederà a ciascuno di dichiarare il proprio voto: "Chiederò loro se si rendono conto della gravità di quanto accaduto. Se fossi al loro posto rimetterei il mandato nelle mani dei miei elettori". Ma Crimi precisa anche di non voler criminalizzare nessuno: "Anche io ho perso qualcuno tra gli uomini della scorta in via D'Amelio".

Corriere: "L'anarchia della balena" -
Di "anarchia" parla anche Beppe Severgnini nel suo editoriale in prima pagina sul Corriere della Sera, in cui paragona il M5s a una balena che "si è svegliata e dimostra di avere una certa personalità".

Il dissidente: Dimettermi? Solo se me lo chiede la base -
Torna a parlare sui giornali anche il senatore Giuseppe Vacciano che ha "confessato" di avere votato per Pietro Grasso alla presidenza del Senato: "Se si cercano colpevoli di alto tradimento ai principi del M5s, ecco, uno l'avete trovato - dice a La Stampa -. Se la base vuole sono pronto a dimettermi". Grillo? "Il suo parere vale esattamente quanto quello di chiunque altro all'interno del Movimento".

Il caso del commento sparito - Sui quotidiani occhi puntati anche sulla polemica nata sul web a causa di un commento sarebbe stato cancellato dal blog di Beppe Grillo. Il Corriere della Sera prova a ricostruire la vicenda: "Il commento era stato quello che, fino a quel momento, aveva raccolto il maggior numero di preferenze, 250".

Monti: "Volevo solo governabilità" -
Ancora sull'elezione del presidente del Senato interviene anche Mario Monti in un'intervista a La Stampa.  Il Pd gli aveva proposto la presidenza del Senato "a fronte di un appoggio per la presidenza della Camera" e la disponibilità c'era stata per "contribuire a un quadro ampio di governabilità". Il premier uscente, e leader di Scelta Civica sottolinea che, pur non condivendo il 'no' del Colle, "non mi restava che obbedire" al Capo dello Stato. Ma "dato il rapporto di stima, non gli ho nascosto la mia amarezza", perché "mi sono sentito onorato delle sue valutazioni sul mio ruolo al governo ma al tempo stesso 'prigioniero'. E mi dispiace che su due piani completamente diversi di dignità e di senso di responsabilità verso il Paese il divieto impostomi dal Quirinale possa aver fatto piacere a più d'uno degli 'uomini di Stato' subdoli e manovrieri che a volte si ritengono anche depositari esclusivi della 'moralità' nella politica".

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