Conflitto di interessi, pronta la proposta Bersani

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Si parte, come si legge in una nota del Pd, dall'abrogazione della legge Frattini del 2004 per introdurre norme molto più restrittive. Nel testo, si prevede di estendere l'incompatibilità anche alla sola proprietà di imprese, azioni o quote di società

"Nuova legge sul conflitto di interessi, abrogando la legge Frattini; ampliare le norme sul  conflitto di interessi e sui controlli a tutti i titolari di cariche di governo, nelle Regioni e negli enti locali, ai componenti delle Autorità indipendenti; estendere l'incompatibilità anche alla sola proprietà di imprese, azioni o quote di società". Sono queste alcune delle proposte che il Pd ha messo a punto nell'ambito degli otto punti (la scheda) proposti dal segretario nazionale Pier Luigi Bersani e approvati dalla direzione del partito in vista della formazione di "un governo del cambiamento" (le foto della XVII legislatura).
Lo spiega il Partito democratico in una nota nella quale annuncia che, come per gli altri punti, anche in questo caso le proposte sono pubblicate sul sito del Pd perché ciascuno possa commentarle, proporne la modifica, contribuire con ulteriori ipotesi di intervento.
Intanto, si lavora per la formazione del governo della XVII legislatura. "PD, Bersani, per le presidenze dei Gruppi alla Camera e al Senato occorre lo stesso coraggio che ha accompagnato la scelta della Boldrini e di Grasso". Questo l'appello lanciato su Facebook e Twitter dal Deputato democratico Dario Ginefra.


La proposta di Bersani, via la legge Frattini - Fra le altre proposte di Bersani, più poteri di intervento all'Antitrust sui conflitti di interesse; il mandato irrevocabile a vendere per evitare la sanzione della decadenza; un nuovo sistema di sanzioni e di controllo applicabile anche alle cariche ricoperte attualmente; l'impossibilità per chi ha precedenti penali a sedere in Parlamento, nei consigli regionali, negli enti locali; abbassare o eliminare i limiti di pena che danno luogo a incandidabilità.

Questione incandidabilità - La piattaforma del Pd interviene anche sui limiti di pena oltre cui scatta attualmente l'incandidabilità per i reati più gravi. Via il limite di due anni ora previsti per mafia, terrorismo, per reati associativi, per reati contro la pubblica amministrazione o aggravati dall'abuso della qualità di pubblico ufficiale; qualsiasi condanna deve essere causa di incandidabilità.
I democratici chiedono poi di abbassare da tre a due anni il limite minimo di pena in caso di condanne definitive per gli altri delitti e di estendere l'incandidabilità anche a quelli
colposi; di eliminare il limite di pena di sei mesi per i delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico
servizio; di prevedere l'incandidabilità, in caso di condanne superiori a due anni, anche per reati contravvenzionali come l'abuso edilizio o il disastro ambientale. Infine, va prevista l'incandidabilità in tutti i casi in cui il soggetto sia sottoposto a una misura di prevenzione personale, e non nei soli casi di misura di prevenzione per reati specifici.

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