Grillo: "Pd impresentabile". Resa dei conti coi senatori M5S

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Dopo l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, il leader del movimento attacca: "Boldrini e Grasso sono foglie di fico". E accusa i grillini che "hanno tradito gli elettori". Vacciano lo sfida: "Ho votato Grasso, pronto a dimettermi"

Beppe Grillo torna ad attaccare il Pd, e lo accusa di aver giocato con l'elezione di Pietro Grasso e Laura Boldrini l'unica carta rimasta, quella della "foglia di fico". Per Pier Luigi Bersani si tratta invece di una "boccata d'aria fresca". Il leader del Movimento 5 Stelle dice poi che la candidatura di Massimo D'Alema al Quirinale sarebbe "irricevibile dall'opinione pubblica, che non reggerebbe a 7 anni di inciucio". E chiede sul tema una smentita.

Intanto, resta alta la tensione nel movimento dopo che alcuni senatori hanno votato per Grasso. "Il voto segreto non ha senso, l'eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese" ha scritto sul suo blog Grillo. "Nel Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato: 'Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S' continua Grillo. "Se qualcuno ha mentito agli elettori (sul voto deliberato dalla maggioranza che stabiliva di votare scheda bianca, ndr) spero ne tragga le dovute conseguenze".

E in giornata qualche risposta a Grillo dai senatori "ribelli" arriva. "Lunedì e martedì sarò a Roma per discutere l'opportunità delle mie dimissioni" scrive infatti su Facebook Giuseppe Vacciano, senatore del M5S, che dichiara di aver votato Pietro Grasso, contravvenendo alle indicazioni del gruppo. "Se si cercano i colpevoli di 'alto tradimento ai principi del M5S', ecco, uno l'avete trovato". Se glielo chiederanno Vacciano, funzionario della Banca d'Italia, lascerà il posto al primo dei non eletti. Se espulso, non passerà al gruppo Misto, assicura: non si venderà agli altri partiti.

Francesco Campanella precisa su Twitter che in cambio del sostegno al magistrato il Pd non gli ha "promesso nulla". "Non c'è nessun traditore", scrive su Facebook anche Francesco Molinari, che a Grillo ricorda piccato che c'è una differenza tra il voto per le cariche istituzionali e quello per quelle politiche: "Meno reazioni isteriche e più fiducia!".

Messi sotto pressione, alcuni senatori si affrettano a precisare che loro hanno votato scheda bianca e chiedono ai 'colpevoli' di farsi avanti. Qualcuno però non intende confessare il suo voto a Grasso e tantomeno dimettersi. Anzi, provano a sostenere che alla fine si era deciso per la libertà di coscienza, ma il capogruppo Vito Crimi smentisce: "La linea era scheda bianca o nulla, ma se qualcuno ha voluto votare secondo coscienza non mi sento di crocifiggerlo". "Spero - precisa poi il capogruppo - che tutti quelli che hanno chiesto la testa di queste persone si rendano conto della pressione che stiamo subendo, della situazione fuori dall'ordinario in cui ci si trova, catapultati in un mondo in cui siamo come degli alieni, le famiglie lontane, mille pensieri per la testa".
Non pochi, pur essendosi attenuti alla linea del gruppo, fanno quadrato rispetto alla scelta dei colleghi: "Infinite grazie a chi non ha fatto eleggere Schifani", scrive Elisa Bulgarelli.

E sul blog di Grillo, più di diecimila commenti testimoniano il dibattito che infervora la base. I messaggi più votati sono quelli che contestano la linea del 'capo': "Che fai, li cacci?", c'è chi scrive citando Fini. E c'è anche chi denuncia che lo staff del blog cancellerebbe alcuni commenti più scomodi.

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