Laura Boldrini, dall'Onu a Montecitorio

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Nata nel 1961 a Macerata, la nuova presidente della Camera è stata per 14 anni portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati, occupandosi di numerose missioni in aree di crisi come ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq e Ruanda. La scheda

La presidente della Camera Laura Boldrini, eletta nelle file di Sel, arriva a Montecitorio dopo essere stata per 14 anni portavoce dell'Alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr). Nata a Macerata il 28 aprile 1961, si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1985 e dopo una breve esperienza in Rai, inizia nel 1989 la sua carriera all'Onu, lavorando per quattro anni alla Fao. Dal 1993 al 1998 si occupa del Programma alimentare mondiale (Pam) come portavoce per l'Italia. Dal 1998 al 2012 è portavoce dell'Unhcr, per il quale ha coordinato anche le attività di informazione in Sud-Europa. Si è occupata in particolare dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo, e ha svolto numerose missioni in aree di crisi, tra cui ex Jugoslavia, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Sudan, Caucaso, Angola e Ruanda.

Da portavoce dell'Unhcr ha più volte messo in guardia i giornalisti italiani sull'uso della parola 'clandestino' per indicare i migranti giunti a bordo dei barconi sulle coste nostrane. "Quando si bolla un migrante come clandestino non è un problema di semantica ma si compie una scelta politica", ha sempre detto, "è ovvio che chi fugge da una guerra o una persecuzione non abbia il tempo di portare con sé un documento". Le sue priorità per il Parlamento sono la legge sulla cittadinanza dei migranti e la totale revisione del cosiddetto 'pacchetto sicurezza', inclusa la Bossi-Fini. "Una norma che va ribaltata il prima possibile", ha ribadito in più occasioni. Ma anche, ha sottolineato in una recente intervista, "mi batterò affinché l'Europa non mandi in soffitta un sistema di welfare all'avanguardia, perché l'Italia ritrovi la sua centralità nel bacino del Mediterraneo e perché il ruolo e la rappresentazione delle donne nella nostra società non sia umiliante come lo è stato negli ultimi tempi".

Numerosi i riconoscimenti ottenuti, tra cui la Medaglia ufficiale della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999), il titolo di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente delle Repubblica (2006) e il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell'Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009). Inoltre il settimanale 'Famiglia Cristiana', nel suo numero uno del 2010 la indicò quale italiana dell'anno 2009 per il suo "costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo" della "dignità e (...) fermezza mostrate nel condannare (...) i respingimenti degli immigrati nel Mediterraneo effettuati" nell'estate del 2009.

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