No del M5S al Pd. Fassina: "E' un dispetto al Paese"

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Dopo la nuova chiusura del movimento di Beppe Grillo, il responsabile economico dei democratici in un'intervista a La Stampa attacca: "Ne risponderanno agli elettori". Ma per Repubblica Bersani "crede ancora nel dialogo"

A Napolitano chiederanno un governo a 5 stelle e non c’è nessuna possibilità di trovare un accordo con il Pd. La posizione del Movimento fondato da Grillo resta netta e a ribadirla su Twitter è lo stesso leader che dice: "Se ci fosse una fiducia dell’M5S mi ritiro dalla politica".
Così, in un’intervista a La Stampa, il democratico Stefano Fassina commenta duramente il no di Grillo:"E’ un dispetto al Paese, ne risponderanno agli elettori".
Sul Corriere della Sera invece un ritratto del grillino Ivan Catalano, che ieri 10 marzo ha parlato di "fermento" nel movimento a proposito dell’accordo col Pd e di "consultazione interna" quotidiana all’interno dell’M5S sul tema, dando così adito alle voci su un possibile referendum in materia tra i grillini.
Su Repubblica invece un’elaborazione di Ilvo Diamanti prova a spiegare come si è spostato il voto degli italiani alle ultime elezioni. Secondo l’analisi di Diamanti, destra e sinistra avrebbero perso molti voti a favore dei grillini rispettivamente nel loro popolo di riferimento ( i lavoratori autonomi e gli imprenditori per il centrodestra, gli impiegati e i funzionari per la sinistra).
Sul quotidiano diretto da Ezio Mauro anche un retroscena di Claudio Tito secondo cui "Bersani crede ancora nel dialogo".
Ma sui quotidiani c’è spazio anche per il nuovo appello di un gruppo di intellettuali (da Saviano a Benigni) per un governo Pd-M5S. L’Unità dedica l’apertura alla petizione, titolando "Il governo?Facciomolo!".


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