Grillo: "Pd rinunci ai rimborsi". Bersani: "Pensa al potere"

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Il leader M5S: "Noi diciamo no ai contributi" e su Twitter lancia la campagna sui finanziamenti. Il segretario democratico lo attacca: “Un moderno principe mai sazio”.

Mentre alla spicciolata i neodeputati del Movimento 5 Stelle, assieme agli altri parlamentari eletti il 24 e 25 febbraio, arrivano alla Camera e al Senato per le prime incombenze burocratiche (FOTO), Beppe Grillo, dopo l’ennesima chiusura del Movimento, ribadisce il no secco a qualsiasi fiducia e lancia la sfida al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a "dire no ai rimborsi elettorali". "Per facilitare il compito – scrive il leader sul suo blog – ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti", dice Grillo dal suo blog, avviando anche una campagna via Twitter indirizzata al segretario Pd.
Il leader democratico, che dopo le frizioni interne con l’invito di Renzi a fare a meno del finanziamento ai partiti e la replica del Pd (“L’abolizione è già negli 8 punti di Bersani”) ha riunito in assemblea con i parlamentari, riconosce l'impossibilità del Pd a dar vita "da soli" a un governo, ma chiarisce: "Non sono in grado nemmeno gli altri".
Bersani ribadisce di non aver aperto "delle diplomazie" con i grillini, "vogliamo coltivare all'aperto un'idea. Rivolgersi al Parlamento con un programma di cambiamento e alla luce del sole perché adesso si può", negando che sia in atto un "mercato delle vacche: "Non passi l'idea, tantomeno da qualcuno di casa nostra, che andiamo a cercarci dei deputati". Infine, una 'stilettata' a Grillo: "Sappiamo benissimo che arriveranno tutti i giorni sbarramenti, non solo di chi pensa di tenersi libere le mani, un moderno principe in formazione può non essere mai sazio...".

Bersani: “Grillo vuole mani libere per il potere” – "Sappiamo benissimo che arriveranno tutti i giorni sbarramenti, non solo di chi pensa di tenersi libere le mani, un moderno principe in formazione può non essere mai sazio..." dice il segretario lanciando una stoccata a Grillo. Parlando ai parlamentari del Pd dei rapporti con il Movimento 5 Stelle, Bersani ha poi aggiunto: "Questi pensano di avere inventato la politica, ma è una storia antica. E quindi può pensare di tenersi le mani libere. Per cosa? Per l'Italia? No, per una cosa che si chiama potere", ha avvertito. "Noi facciamo l'inverso, quel tanto di potere che abbiamo lo mettiamo al servizio di questo paese", ha assicurato.
Poi ha annunciato l’intenzione di creare una delegazione incaricata di sondare gli altri gruppi parlamentari per capire se si possa arrivare a un'intesa sulle presidenze delle due Camere (VIDEO).

Grillo: "Il Pd rinunci a oltre 45 milioni di euro" - "Il Movimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l'attività politica", ricorda Grillo. "Si tratta - spiega - di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum. Il M5S li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative [ ..]. "Il mio auspicio - dice ancora Grillo - è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare - incalza - il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 45 milioni di euro (al Pdl "solo" 38). Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma".
In calce l'invito a chi segue il blog grillino: "Invita su Twitter Bersani a firmare il documento per rifiutare i rimborsi elettorali e lasciare 48.856.037,50 di euro nelle casse dello Stato". L'hashtag per farlo è #BersaniFirmaQui.

Lombardi: “Con Pd solo dialogo istituzionale” – Intanto Roberta Lombardi ha assicurato che il Movimento 5 Stelle, di cui sarà capogruppo alla Camera, è aperto a un dialogo con il Pd purché sia alla luce del sole, ma ha escluso ogni tipo di accordo. "Se il dialogo è in trasparenza, assolutamente sì", ha risposto ai cronisti che a Montecitorio le chiedevano se il Movimento sia disponibile a un confronto istituzionale con il Pd. "In Parlamento si dialoga, non vedo perché non dovremmo ascoltare", ha insistito, "ma no ad accordi del tipo 'tu mi dai una poltrona io ti do un sottosegretario”. E anche sull’eventuale fiducia a un governo Pd la chiusura è categorica: “Non ci sarà. Lo escludo categoricamente. Se c'è chi deciderà di farlo sarà fuori dal movimento".

Crimi: "Se ci offrono la presidenza di una Camera diremo grazie" - E interviene anche Vito Crimi: "Accordi non se ne fanno", spiega il capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Senato. E aggiunge: "Se gli altri partiti decidono di offrirci la presidenza di una Camera, diremo grazie. Noi comunque - conclude - presenteremo un nostro candidato". Poi avverte: chi non rispetta le regole è fuori. Annuncia poi la presenza del Movimento il 23 marzo in Val di Susa per la manifestazione No-Tav e commenta la manifestazione del Pdl davanti a Palazzo di Giustizia (VIDEOe FOTO): "Dovrebbero avere maggior rispetto verso un potere dello Stato come quello giudiziario, anche se ha le sue criticità, ma attaccarlo in questo modo come fa il Pdl è indegno". "Siamo arrivati anche alla visita fiscale a Berlusconi - aggiunge - magari sta veramente male, ma se ha qualcosa di più grave lo dica".

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