Renzi a Bersani: abolire il finanziamento ai partiti

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Il sindaco di Firenze incalza il segretario: agli 8 punti aggiunga anche lo stop dei soldi alle formazioni politiche. Poi avverte: "Non si faccia Scilipotismo con i grillini". E, in caso di nuove elezioni, rilancia le primarie

Lunedì 11 marzo Pier Luigi Bersani riunirà deputati e senatori e lancerà un appello a tutte le altre forze politiche per condividere le presidenze delle Camere e delle commissioni. Un modo, secondo il leader Pd, per stanare i grillini e cercare un canale di dialogo, al quale però non crede Matteo Renzi, in generale scettico sulla riuscita del tentativo del Pd per un governo di minoranza. "Sarebbe un errore cercare il consenso con l'inciucione", dichiara il sindaco di Firenze, ospite da Fazio a Che tempo che fa.

Renzi: "Spero esecutivo Bersani, non sono ottimista" - "Tutto il Pd ha detto 'ok, vai avanti con questo tentativo', speriamo che ce la faccia. Io non sono molto ottimista, ma spero di avere torto". Queste le parole di Matteo Renzi sulla possibilità che Bersani possa raccogliere consenso attorno agli otto punti lanciati per poter formare un governo a sua guida. "Io non credo ci sia la possibilità di un governo Pd-Pdl, almeno politico", ha aggiunto il sindaco di Firenze, che ha incalzato il segretario invitandolo a inserire negli 8 punti (LA SCHEDA) anche lo stop al finanziamento pubblico ai partiti.

Abolizione finanziamento partiti -
"Se Bersani agli 8 punti aggiungesse l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non farebbe alcun atto di demagogia ma di serietà". E ha aggiunto: "Si ristabilirebbe una sintonia con il paese". Il sindaco di Firenze Matteo Renzi mette poi in guardia il centrosinistra dalla tentazione di fare 'scilipotismo' con i grillini, perché "l'abbiamo contestato quando lo facevano gli altri". "Ha vinto Bersani, ha avuto il diritto di provarci - ha detto Renzi nel corso della registrazione di Che tempo che fa - il mio atteggiamento è stato di assoluta lealtà in un Paese affetto da scilipotismo, che è il cambiare casacca".

No caccia al grillino con offerte di poltrone -
"Non vorrei che lo scilipotismo diventasse la caccia al grillino" ha aggiunto il sindaco di Firenze. In merito poi alla discussione in corso nel Pd sull'opportunità di assegnare posti chiave in Parlamento, come le presidenze di commissioni, al Movimento 5 Stelle per agevolare un sostegno ad un eventuale governo guidato da Pier Luigi Bersani, dichiara: "Io credo che sarebbe un errore considerare Grillo come tutti gli altri partiti e sarebbe un errore tentare di acquisire il consenso con uno scambio di poltrone alla vecchia maniera, l'inciucione". E ancora: "Agli italiani non dobbiamo dire 'diamo una commissione a Grillo', ma dobbiamo dire 'cerchiamo di cambiare rotta noi'".

Le primarie restano un passaggio obbligato -
Guardando al futuro, all'eventualità di un voto a giugno, Renzi rilancia con forza la validità dello strumento delle primarie. "Assolutamente sì", risponde alla domanda di Fazio che gli chiedeva se ritiene che le primarie del centrosinistra siano un 'passaggio obbligato', anche nel caso di tempi stretti e di un ritorno alle urne a giugno. "Io penso che il tema delle primarie sia fondamentale", ha affermato l'ex sfidante di Pier Luigi Bersani. "Cosa c'è di bello nel Movimento 5 Stelle è che stanno facendo passare il messaggio che il cittadino è importante", ha continuato, "il Pd questa cosa l'ha fatta e poi si è fermato".

Basta con i se - "E' insopportabile vivere di rimpianti, di nostalgie" dichiara infine in risposta alla domanda che in tanti si sono posti dopo il voto e cioè se il Pd avrebbe potuto vincere le elezioni con lui candidato premier. "Trovo che sia una cosa molto difficile da capire...., chi lo sa....", ha concluso l'ex sfidante di Bersani alle primarie del centrosinistra.

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