Giro di vite per i dipendenti pubblici

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di regole per gli statali: vietato accettare regali di valore superiore ai 150 euro, obbligo di comunicare eventuali conflitti d'interesse. In caso di violazioni si può arrivare anche al licenziamento

Giro di vite dal Consiglio dei ministri sugli statali: un decreto approvato oggi, venerdì 8 marzo, introduce il "codice di comportamento dei dipendenti pubblici", che prevede limiti stringenti all'uso di telefonini ed auto, da utilizzare solo per ragioni di servizio, ed un tetto di 150 euro per i regali. E arrivano anche misure sul conflitto d'interessi: nel caso in cui si profili un rischio in questo senso, i dipendenti pubblici dovranno astenersi da qualsiasi atto del proprio ufficio. E diventa anche obbligatorio comunicare tutti i rapporti di collaborazione diretti e indiretti, anche da parte di parenti, con soggetti privati o adesione ad organizzazioni. I dirigenti, inoltre, dovranno.

I limiti posti alla Pa
- Il "codice" approvato su proposta del ministro Filippo Patroni Griffi, prevede innanzitutto un tetto di 150 euro per i regali che possono essere accettati, ma solo "occasionalmente", dai dipendenti pubblici e che, comunque, devono essere messi a disposizione dell'amministrazione "per essere devoluti a fini istituzionali". Inoltre tutti i dipendenti devono comunicare, all'atto dell'assegnazione all'ufficio, i rapporti diretti o indiretti di collaborazione avuti con soggetti privati nei 3 anni precedenti e in qualunque modo retribuiti, oltre all'obbligo di precisare se questi rapporti sussistono ancora (o sussistano con il coniuge, il convivente, i parenti e gli affini entro il secondo grado).

Tra le sanzioni il licenziamento - In particolare per i dirigenti viene introdotto l'obbligo di comunicare all'amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che possono porli in conflitto d'interesse con le funzioni che svolgono e l'obbligo di fornire le informazioni sulla propria situazione patrimoniale previste dalla legge. Il regolamento prevede che alla violazione di questi obblighi corrispondano sanzioni, che possono arrivare fino al licenziamento.

Non approvata l'incompatibilità tra incarichi della Pa e privato
- Slitta invece il provvedimento sull'incompatibilità di incarichi presso la Pubblica amministrazione e gli enti privati di controllo pubblico, previsto dalla legge anticorruzione del 2012 ma che il Consiglio dei Ministri non ha ancora approvato. Il testo è slittato al prossimo Cdm.

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