Monti convoca i leader. Ipotesi di governo tecnico

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"Nessuna fiducia a un governo dei partiti" afferma M5S. Crimi su Facebook: "Mai parlato di appoggio a governo tecnico". E sui quotidiani emergono alcuni possibili scenari RASSEGNA STAMPA

Nessuna fiducia ad un governo 'dei partiti'. E' questa la linea del Movimento Cinque Stelle emersa lunedì 4 marzo dopo l'incontro in un albergo di Roma fra Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio e i parlamentari eletti. "I grillini aprono dunque al governo tecnico" scrivono i quotidiani in edicola martedì 5 marzo (la rassegna stampa). Ma nella mattinata, Vito Crimi, neoeletto capogruppo al Senato del M5S precisa su Facebook: "Non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l'unica soluzione che proponiamo è un governo del movimento 5 stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto".
Mario Monti intanto, in vista del Consiglio europeo di marzo, ha invitato a palazzo Chigi, separatamente, i leader politici, Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo per uno "scambio di opinioni" sui temi del vertice.

Una mossa all'ombra del Colle - "Anche se il leader del M5S dovesse rifiutare l'invito a palazzo Chigi, è chiaro che accomunare in un gesto di responsabilità i tre leader, a ridosso di un'importante scadenza europea, equivale a far vedere a tutti quale potrebbe essere il perimetro allargato di un eventuale governo del Presidente. Insomma, alla maggioranza "ABC" che ha sorretto Monti si potrebbe sostituire l'ultima consonante: con la "G" di Grillo" scrive Francesco Bei su Repubblica.

Bersani e poi l'ipotesi Cancellieri - "Incarico esplorativo al leader Pd, poi governo di scopo con missione limitata" è lo scenario presentato da Marzio Breda sul Corriere della Sera. "In questo quadro lo sbocco che ha forse maggiori probabilità per uscire dall'impasse ed evitare un rapido ritorno alle urne, sarebbe quello in un certo senso quasi disperato. Ossia un governo di scopo, o comunque lo si battezzi, per il quale il capo dello Stato incarichi una figura di profilo istituzionale (e i nomi non sono moltissimi, ma quello del ministro dell'Interno ed ex prefetto, Anna Maria Cancellieri, vi rientra), cui affidare una missione limitata, dopo una fiducia tecnica, andando di volta in volta a cercarsi i voti in Parlamento e confidando nel buon senso dei partiti: riformare la legge elettorale e approntare qualche misura in campo economico che le performance dello spread e dei mercati rendessero indispensabile e urgente".

Il retroscena: Prodi al Colle  - l'ipotesi avvalorata anche da Francesco Verderami sul Corriere della Sera è quella di formare un "governo di convergenza per allontanare il voto", come scrive Francesco Verderami sul Corriere della Sera. "Già oggi è chiaro che la disputa non è più su Palazzo Chigi bensì sul Colle, considerato lo snodo decisivo per gli assetti futuri di potere, l'àncora a cui i partiti intendono aggrapparsi prima di tornare al voto" scrive Verderami. E aggiunge: "A palazzo Chigi come nel Pdl viene accreditata la tesi che «una parte del Pd» sta lavorando ad una «operazione di maggioranza» per il Colle sul nome di Prodi, da rendere manifesta a ridosso delle votazioni per il Quirinale.
E proprio a Prodi dedica l'apertura il quotidiano Libero: "Prodi sul Colle e Silvio in cella" scrive con tanto di foto che ritrae una mortadella sulla sedia del presidente e il leader del pdl dietro le sbarre. "Il vero piano della sinistra: insediare l'ex premier al Quirinale e poi fare un esecutivo per arrivare a fine anno. Quando una sentenza farà fuori Berlusconi e metterà in libertà i voti del pdl" scrive il direttore Maurizio Belpietro.

La capogruppo del M5S Lombardi inciampa sul fascismo - Sui quotidiani, così come in rete, fanno discutere alcune note pubblicate da Roberta Lombardi, neoeletta capogruppo alla Camera del M5S, sul fascismo. "Richiesta di dimissioni" scrive Gramellini sulla Stampa. Diversa la lettura di Libero che a pagina 11 titola: "Al Pd va bene il Duce a Cinque Stelle". L'articolo a firma di Francesco Specchia ricordando le recenti dichiarazioni del leader del Pdl scrive: "Lo disse pure Berlusconi e i democratici lo linciarono. Ma con i grillini continuano a cercare un'alleanza".

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