Bersani: "Grillo decida cosa fare oppure tutti a casa"

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Il segretario del Pd: “Dalla corruzione alla scuola, ecco il mio programma in 8 punti”. Poi attacca il M5S: “Alcune cose sono di sinistra, altre non lo sono affatto: sull’evasione fiscale mi sembra molto tiepido”. E chiude al governo con il Pdl: “Irreale”

"Lo dico a Grillo che gioca a fare l'uomo mascherato: io non apro tavolini e non sto qui a scambiare le sedie. Ha un movimento che ha un terzo dei parlamentari, decida che vuole fare altrimenti andiamo tutti a casa, anche lui". Così, nel giorno del raduno a Roma dei neoeletti del M5S, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”.
Bersani ha inoltre escluso che vi siano state "conversazioni formali" con Grillo, "perché io faccio quel che dico - ha proseguito - c'è un parlare tra noi e loro e si vede anche sulla rete".
Il segretario democrat conferma poi la volontà del Pd a ridiscutere la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, ma si è detto convinto che "la politica una qualche forma di sostegno pubblico debba averlo". "Anche fosse per un solo euro non sono disposto a rinunciare", afferma.

“Ecco gli otto punti del mio programma” - Bersani è poi tornato a elencare un programma in otto punti per il "governo di cambiamento": un programma limitato, basato su "leggi contro la corruzione e contro la mafia; leggi sul conflitto d'interessi; costi e sobrietà della politica; interventi immediati sull'urgenza sociale; interventi positivi sull'economia; riabilitare il già costruito e non consumare più territorio; diritti sulla cittadinanza e sulle coppie omosessuali; scuola e diritto allo studio".
Si tratta per Bersani di "un insieme di punti urgenti dal lato democratico e da quello sociale". "Se non si parte così - ha aggiunto - credo che difficilmente aggiusteremo le cose".

L’attacco al Movimento 5 Stelle - Nel M5S, "ci sono cose di sinistra e cose che non lo sono affatto. Grillo non vuole che un figlio di immigrati nato qui sia italiano e mi sembra molto tiepido sull'evasione fiscale. Questo non è di sinistra”. Con lui "ci sono punti di dissenso radicale. Chi vuol stare fuori da euro non sa cosa dice". Secondo Bersani, "questa ondata di protesta, di cambiamento, e questa volontà di riforma non corrono solo nel movimento di Grillo, ma è un fatto più generale". Nel Movimento 5 Stelle, comunque "c'è un pezzo d'Italia, ci sono proteste generiche, insofferenze, ma c'è anche la volontà di dare un segnale".

“Irreale un governissimo con il Pdl” - "Tocca a noi dire la prima parola  su quello che bisogna fare - sostiene Bersani parlando degli scenari futuri in  Parlamento - Noi abbiamo perso per un risultato al di sotto  delle aspettative, ma dentro questa sconfitta abbiamo 460  parlamentari, il doppio di quelli del Pdl". Secondo il segretario del  Pd, la rabbia e il disagio sociale "hanno messo anche noi nel mucchio. Anche l'appoggio al governo Monti -precisa- ha comportato dei problemi".
In merito all'ipotesi di un "governo del presidente" insieme al Pdl, il segretario del Pd è categorico: "Immaginare che noi possiamo fare qualche accordo con chi ha fermato il cambiamento è irrealtà". "Io non so se è vero o falso, ma è in corso un'indagine sul caso del senatore De Gregorio, sull'acquisto di parlamentari per ribaltare le elezioni. Non sono mica noccioline", ha esclamato Bersani.

“Troveremo convergenza per successore Napolitano” - "Dopo un presidente così non è semplicissimo trovare una soluzione ma penso che troveremo una convergenza, perché in ultima analisi i numeri si possono trovare". "Napolitano lo conosco e lo stimo e so anche - ha aggiunto - che quando dice una cosa la dice seriamente. La scadenza del suo mandato è certamente un problema perché abbiamo capito tutti l'importanza del ruolo del presidente della Repubblica".

“Renzi avrà un ruolo” - "Deciderà Renzi che ruolo avrà quando vorrà con la direzione del partito, ma sicuramente un ruolo lo avrà. Non sottovaluto affatto il contributo che poteva dare Renzi, e abbiamo fatto apposta le primarie".

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