Bersani sfida Grillo: "Pronto a fare una legge sui partiti"

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Il segretario Pd: "M5S si assuma responsabilità. O dicono 'tutti a casa', compreso loro, o dicono come vogliono ristrutturare la casa". Ma il leader del movimento insiste: “Nessuna fiducia, voteremo legge per legge". E rilancia il referendum sull'Euro

Continua il botta e risposta a distanza tra Pier Luigi Bersani e Beppe Grillo. Il segretario del Pd tira dritto sulla sua linea e punta, nonostante i malumori, a ottenere un sostegno pieno dalla direzione del partito di mercoledì prossimo. L'interlocutore diretto per il leader Pd quindi resta sempre il leader del M5S, nonostante i “no” di Grillo. Anche nella giornata di sabato, dopo quella che era sembrata un'apertura in un'intervista al giornale tedesco “Focus”, Grillo frena ribadendo che non darà "nessuna fiducia a nessun governo (tanto meno a un governo Pd-Pdl)".
Intanto, sempre nella giornata di sabato, è arrivato l'appello ai partiti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con una nota ha raccomandato a tutte le forse politiche "misura, realismo, senso di responsabilità anche in questi giorni dedicati a riflessioni preparatorie".

Bersani: “Pronto a fare una legge sui partiti” - Bersani mostra comunque di non curarsi degli "insulti" e delle "battute" del comico genovese ("ho le spalle solide", dice) e lo sfida invece sul fronte della riforma dei partiti. Ok, dunque, sulla questione dei finanziamenti (che anche Matteo Renzi ribadisce vadano "aboliti") ma "dico a Grillo: quando facciamo la legge sui partiti, com'è la trasparenza e la partecipazione, come si eleggono gli organismi dirigenti, com'è il codice etico per le candidature?".
Insomma, Grillo, si deve "assumere le sue responsabilità", anche perché, ribadisce la linea Bersani, "o dicono 'Tutti a casa', ma compreso loro, o dicono come vogliono ristrutturare la casa...".
E ribadisce: "In Parlamento ognuno si prenderà le sue responsabilità. Io voglio fare una legge sui partiti e sono pronto a discutere del finanziamento ai partiti" .

Grillo: “Non daremo la fiducia a nessun governo” - Beppe Grillo, dal lato suo, chiude definitivamente all'ipotesi di un eventuale governissimo: "Per quanto mi riguarda, lo ripeto per l'ultima volta, il M5S non darà la fiducia a nessun governo (tanto meno a uno Pd-Pdl), ma voterà legge per legge in accordo con il suo programma". Poi ribadisce con forza il suo vecchio slogan 'Tutti a casa'. E rilancia l'idea di un referendum sull'euro. Quindi, in un'intervista alla “Bild”, avverte: se dovessi diventare premier "farei ricomprare all'Italia tutti i suoi bond da paesi come la Francia e la Germania". Non è che ci sia "più molto da salvare in Italia", sottolinea ai cronisti tedeschi, ma bisogna provarci soprattutto per riportare ai vertici del Paese "gente onesta". In tutta Europa è così, afferma, "ma in Italia no".

Il leader M5S attacca Monti e Vendola - Il leader del M5S non risparmia la sua stoccata a Monti che "non ha fatto bene all'Italia né all’Europa". E, come se non bastasse, se la prende anche con Nichi Vendola. Grillo accusa il leader di Sel di essersi "ingrillato all'improvviso dopo le elezioni. Si è vestito di nuovo come le brocche dei biancospini. Sembra un'altra persona. Ha un rinnovato il linguaggio, comunque sempre variegato, e adopera inusitate e pittoresche proposizioni verso il M5S. Vendola ci ama", sostiene, accusandolo di avere "due facce".
E mentre si lavora alla convention degli eletti del M5S, che dovrebbe aprirsi nella giornata di domenica 3 febbraio a Roma, i grillini laziali invitano i cittadini ad approfittare di 'Montecitorio a Porte aperte' per "invadere" la Camera che è "la casa degli italiani".

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