Fiducia al Pd? Per Grillo è meglio un "governo a 5 stelle"

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Niente alleanza con Bersani o astensione, piuttosto un esecutivo M5S: dopo l'exploit delle politiche, il comico rilancia  e intanto ringrazia Napolitano. Ma il segretario democratico replica: "Rispetti gli elettori, non pensi di scappare"

"Se proprio Pd e Pdl ci tengono alla governabilità possono sempre votare la fiducia la primo Governo M5S". Con questo messaggio pubblicato su Twitter, Beppe Grillo (che ha ringraziato Napolitano per la presa di posizione contro il candidato cancelliere tedesco della SPD) si dice contrario all'ipotesi di un'alleanza con Pier Luigi Bersani per la formazione di un nuovo esecutivo.


Il segretario del Pd ha replicato, sempre via Twitter, invitando Grillo a non scappare dalle proprie responsabilità.


Le polemiche sulla petizione #GrilloDammiFiducia - Il tweet di Grillo rimanda a un post di Claudio Messora, autore del videoblog Byoblu da sempre vicino al Movimento 5 Stelle, che critica quanti in questi giorni dicono di voler sostenere il Pd: "Ma lo sanno questi signori che, se votano la fiducia, si rendono corresponsabili di tutto quello che farà dal giorno dopo il Governo di Bersani & soci? - scrive Messora - Prometteranno per l'ennesima volta di tagliarsi gli stipendi, di togliere i rimborsi e tutto il resto, ma poi troveranno tutte le scuse per ritardare fino ad arenare ogni progetto di legge del M5S?".
Messora prende poi posizione contro la petizione #GrilloDammiFiducia, lanciata su Change.org da Viola Tesi, studentessa di 24 anni di Firenze che ha sostenuto M5S alle ultime elezioni e ora chiede a Grillo di votare la fiducia al nuovo governo. La petizione ha già raccolto oltre 100mila sostenitori, proponendo 10 riforme da attuare insieme al Pd prima di tornare alle urne. "Sarebbe un’alleanza tra due forze che hanno molti punti in comune", ha spiegato l'autrice a Repubblica.it. Ma secondo Messora, dietro la petizione non ci sarebbero i sostenitori del Movimento 5 Stelle: "Cercate di non farvi fregare e rimettete, con lucidità, ogni tassello al suo posto", spiega ai lettori.
Dello stesso avviso è anche Vittorio Bertola, Capogruppo Consigliere M5S al Comune di Torino, secondo cui: "Se per il Paese è necessario un governo che porti avanti il programma del M5S, una strada c’è: far fare il governo al M5S, e che siano gli altri a dargli fiducia".

Le discussioni sul forum - Intanto però sul forum del M5S, i sostenitori stanno valutando le diverse opzioni sul piatto. C'è chi è convinto che abbia più senso dare la fiducia a Bersani. Altri sostengono che è meglio astenersi al Senato, attuare un mini-programma di riforme urgenti e poi tornare alle urne. E poi c'è anche chi, come Grillo, Messora e Bertola, suggerisce di ribaltare del tutto la situazione, e farsi avanti con un esecutivo targato solo M5S.
Da una parte c'è la sensazione di avere "il coltello dalla parte del manico: possiamo approfittarne per portare a casa molte riforme. Il solo ostruzionismo non paga, si rischia solo di tornare alle elezioni senza aver ottenuto nulla". Ma dall'altra anche il timore che dare la fiducia rappresenti una "trappola": i vecchi partiti "devono andare via, i loro inciuci non ci interessano", scrive un utente commentando l'ultimo post di Grillo. In tutto ciò, molti simpatizzanti tornano a sollevare la questione della democrazia interna: perché non decidere con un referendum online e in maniera collettiva quali sono i prossimi passi da fare?

Fiducia si, ma solo al Senato - Diverse discussioni lanciate sul forum sembrano d'accordo sul dare la fiducia a Bersani e poi votare "secondo coscienza". In questo modo si potrebbe, da una parte, evitare il ritorno di Silvio Berlusconi al governo e dall'altra dare un segnale al paese, come scrive l'utente Sirio: "Sarebbe un segnale di grande responsabilità da parte del movimento verso un popolo che non vuole vedere l'Italia allo sbando". Anche perché c'è già chi afferma che "se gli eletti al governo non daranno segno di responsabilità lasciando il paese in questa condizione di instabilità dubito che la prossima volta voterò ancora 5 stelle".

Astensione e mini-programma comune - Altri sostenitori cercano invece di tirarsi fuori dall'impasse provocato dal niet di Grillo, proponendo l'astensione al Senato durante il voto di fiducia, dopo aver concordato un programma minimo di riforme: "In questo modo la responsabilità del governo non ricadrebbe su di noi ed in più potremmo condizionare l'operato del futuro governo. Da li facciamo solo poche cose: legge elettorale, abolizione dei rimborsi elettorali, abolizione dei vitalizi con effetto retroattivo, legge sulla corruzione. A quel punto possiamo anche andare alle elezioni ed allora si che prendiamo il 60% dei voti", scrive il promotore della discussione. C'è però chi fa notare un problema non da poco: "Se usciamo dall'aula, usciranno anche quelli del Pdl e non si raggiungerebbe il numero legale... Non si può fare". E così si torna a discutere di "appoggio esterno" o "voto di fiducia tecnico".

Governo a 5 stelle - Prima ancora che Grillo e Messora scendessero in campo, sul forum era già stata avanzata l'ipotesi di un governo a cinque stelle. Come ha scritto un  utente: "Vogliamo smascherarli, metterli spalle al muro, mandarli a casa? Proponiamo un nostro candidato. Un nome e cognome con 5 punti fondamentali da fare (…) Chi decide di non starci, se ne assume la responsabilità davanti agli elettori".

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