Elezioni 2013: chi ha vinto, chi ha perso e dove

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L'Istituto Cattaneo ha analizzato i risultati dell'ultima tornata elettorale, comparandoli con quelli del 2008. Ne risulta che i vecchi partiti hanno tutti perso valanghe di voti, mentre il M5S ha riscosso consensi altissimi in tutte le regioni

Tutti i partiti entrati in Parlamento hanno perso valanghe di voti, senza eccezioni. Lo rileva l'Istituto Carlo Cattaneo che, il giorno dopo il voto, divulga un'analisi dei risultati dell'ultima tornata elettorale comparati con quelli del 2008. E anche se il successo di Beppe Grillo, assente nella precedente tornata, appariva chiaro già da ieri, il risultato del M5S acquisisce ancora più autorevolezza spulciando nel dettaglio la distribuzione dei voti. (Guarda i risultati di Camera e Senato)

Boom del M5S in tutta Italia - Le 8 milioni e 700 mila preferenze conquistate dal Movimento 5 Stelle sono distribuite in tutta la penisola (guarda sulla mappa elettorale la distribuzione del voto): oltre 2,4 milioni di voti dal Sud,  2 milioni 150 mila dalle regioni del Nord-Ovest e 1,6 milioni dalla “zona rossa” (Toscana, Emilia Romagna, Umbria). Un dato sorprendete perchè, fino a pochi mesi fa, la capacità di insediamento elettorale dell'M5S appariva limitata solo ad alcune regioni del Nord. La regione dove Grillo ha preso più consensi è stata la Lombardia (1 milione e 131 mila voti circa), seguita dal Lazio (928.175 voti) e dalla Sicilia (842.617).

L'area di destra quella che ha perso di più
- I partiti che più hanno perso rispetto alle scorse elezioni sono quelli riconducibili all’area politica della Destra (nel 2008 Forza Nuova e La Destra, Casa Pound, Fiamma Tricolore, Rifondazione Missina e Forza Nuova), passati da quasi 1 milione di voti a poco più di 400.000. La perdita è stata di circa il 60 per cento, più marcata nelle regioni del Nord rispetto al Centro-Sud.

La Lega perde nelle "regioni rosse" - Segue la Lega Nord che ha perso il 54 per cento dei consensi raccolti nel 2008 (pari a  meno 1.631.982 voti) con una riduzione molto superiore alla media nelle regioni della ‘zona rossa’ (-68%). L’evoluzione è stata più negativa nelle roccaforti del Nordest (-61%), in Piemonte (-64,3 %) e Liguria (-68%).

Il Pdl perde quasi il 50% dei voti
- Anche il Pdl ha fatto registrare defezioni notevoli. Rispetto al 2008 il calo dei voti è stato quasi del 50 per cento (circa 6 milioni e 300 mila voti). Il partito del Cavaliere ha perso la maggior parte del suo appeal nelle regioni centrali del Paese (-50,1%), contenendo, in parte, la fuga di voti solo nel Nord-est (-39%), zona tradizionalmente “forzaleghista” .

Il centrosinistra soffre soprattutto al Sud
- Anche nel centrosinistra la situazione è peggiorata. Il calo dei voti è stato più contenuto rispetto al centrodestra, ma comunque sostanzioso. Rispetto alle precedenti elezioni la perdita è stata di 3 milioni e 432 mila voti circa. Una contrazione del 28,4 per cento. Il calo è stato significativo e diffuso sull’intero territorio nazionale, ma con picchi superiori alla media nelle regioni meridionali (-37% rispetto al 2008) e del Centro. In particolare, la perdita più importante si è avuta nella Puglia di Nichi Vendola (-44,8%), in Basilicata, Calabria (-39,4%) e Abruzzo (-36,5%). Anche la “zona rossa” ha preferito votare altrove, destinando altrove oltre un quarto dei voti del 2008 (-26,3%). In controtendenza va il dato del Molise, unica regione dove il Pd ha migliorato la sua posizione guadagnando circa 7 mila voti, pari al 20% in più.

Monti guadagna voti soprattutto al Nord
- Senza infamia e senza lode il risultato di Mario Monti e la nuova formazione centrista, che ottengono poco meno di 2 milioni di voti, dei quali quasi la metà concentrati nel Nord-Ovest e solo una minima parte al Sud. In generale il partito del Professore, che ha ereditato il consenso politico dell’Udc moltiplicandolo, mostra un baricentro assai differente da quello del partito di Casini. Le regioni in cui cresce maggiormente (rispetto all’Udc del 2008) sono infatti il Trentino - Alto Adige (+252,5%) la Lombardia (+207,9%), la Liguria (+172,5%), ma in tutto il Nord avanza più nettamente rispetto al dato medio nazionale.

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