Affluenza sotto l'80%: per le politiche è la prima volta

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L'analisi dell'Istituto Cattaneo: meno di 8 elettori su 10 si sono recati alle urne, ma non si è avuto il crollo ipotizzato alla vigilia. Grazie all'offerta politica diversificata con più partiti e coalizioni. I DATI

Per la prima volta, meno di 8 elettori su 10 si sono recati alle urne in occasione dell’appuntamento elettorale più importante (lo speciale). E’ quanto emerge dall’analisi dell’Istituto Carlo Cattaneo sulla partecipazione elettorale nelle elezioni politiche appena concluse. L’affluenza alle urne si è fermata infatti al 75,2%, in calo di circa 6 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2008, che a sua volta aveva già fatto segnare una forte diminuzione rispetto al precedente appuntamento del 2006.

L'elezioni del cambiamento - Un dato che sorprende, forse. Ma, come ha ricordato anche il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, non si è avuto il crollo ipotizzato alla vigilia (IL VIDEO). E l'istituto Cattaneo prova a dare una lettura politica al fenomeno che, sostiene, sia in parte dovuto "all'offerta politica che si presentava più diversificata, con un numero maggiore di coalizioni e partiti in grado di intercettare le preferenze dell'elettorato". A questo va aggiunto un altro dato: il livello di partecipazione dell'Italia a queste elezioni è assolutamente in linea con quello europeo.

Dati in linea con l’andamento europeo - "Nell’ultima tornata (in anni diversi, dal 2009 in poi) solo in 5 paesi su 15 sono andate a votare percentuali di elettori maggiori che in Italia – spiega l’Istituto Cattaneo - solo in 5 paesi su 15 sono andate a votare percentuali di elettori maggiori che in Italia". Si tratta del Belgio (2010 - 89,2%); Danimarca (2011 - 87,7%); Svezia (2010 - 84,6%); Austria (2008 - 81,7%); Francia (2012 - 80,3%). (Qui la tabella dell'Istituto Cattaneo con i dati).

Aumenta il divario tra Nord e Sud - Un caso tutto italiano, invece, resta il divario tra Mezzogiorno e resto d’Italia. Le regioni con le percentuali più basse sono tutte al Sud. In particolare, illustra l’Istituto Cattaneo, “le province dove la disaffezione ha colpito con maggiore intensità sono quelle di Vibo Valentia e Catanzaro in Calabria, Palermo e Agrigento in Sicilia, Benevento in Campania. Questa concentrazione territoriale dei risultati più negativi non emergeva nel 2008, quando il calo della partecipazione si distribuiva equamente su tutto il territorio”.
Tendenza, questa, che troverebbe risposta nella progressiva scomparsa dall’agenda politica dei temi dello sviluppo e del rilancio economico del Mezzogiorno.

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