Lazio, al voto dopo le dimissioni di Renata Polverini

1' di lettura

Chiusa la campagna elettorale lampo iniziata dopo il passo indietro dell'ex governatore Pdl per lo scandalo Fiorito. Zingaretti: "Ripuliamo l'ossessiva cappa nera che sta uccidendo il futuro". Comizio finale di Storace nella sua città natale

A 150 giorni dalle dimissioni di Renata Polverini, costretta alle dimissioni in seguito allo scandalo dei fondi regionali, il Lazio prova a voltare pagina.
Al termine di una campagna elettorale lampo, durata poco meno di due mesi, i dodici candidati a governatore avranno l'arduo compito di riconquistare la fiducia di 4,7 milioni di elettori chiamati al voto dopo gli sperperi e gli sprechi che hanno portato dietro le sbarre prima Franco Fiorito, l'allora capogruppo Pdl, e poi Vincenzo Maruccio, suo omologo dell'Idv.
A poche ore dall'apertura delle urne, la corsa alla presidenza sembra essere una questione a due, tra il candidato del centrosinistra, Nicola Zingaretti e quello del centrodestra, Francesco Storace, che sente vicino il traguardo.

Gli outsider - Il ruolo di outsider è affidato a Davide Barillari, del Movimento 5 Stelle, forte dell'onda della chiusura dello 'Tsunami tour' di Grillo che a Roma ha riempito piazza San Giovanni, che annuncia: "Sono poche le ore che ci separano dalla rivoluzione". E alla centrista Giulia Bongiorno, sostenuta da Fli ed Udc che punta sulla "legalita' e la trasparenza".
In campo ci sono anche Sandro Ruotolo (Rivoluzione Civile), Simone Di Stefano (Casapound), Pino Strano (Rete dei Cittadini), Roberto Fiore (Forza Nuova), Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore), Luigi Sorge (Partito Comunista dei Lavoratori) e Alessandra Baldassari (Fare per fermare il declino). E Giuseppe Rossodivita (Giustizia, Amnistia, Libertà) che ha rivendicato una "campagna elettorale fatta a 'zero euro"'.

Ultimi appelli del voto - Per l'ultimo appello agli elettori Zingaretti ha scelto il teatro romano Ambra Jovinelli, accanto al candidato premier Pierluigi Bersani, mentre Storace ha preferito la sua Cassino, la città natale, che già nel 2000 lo accompagnò fino alla proclamazione a governatore. "Ripuliamo l'ossessiva cappa nera che sta uccidendo il futuro della nostra comunità", ha detto l'ex presidente della Provincia.
"Noi vinceremo, ne sono convinto", ha invece sottolineato il leader della Destra che, durante la campagna elettorale, non ha mancato di attaccare il suo avversario sul nuovo palazzo della Provincia e sui presunti contributi pagati.

Leggi tutto