Lombardia, stop di Monti ai suoi: niente voto disgiunto

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Dopo l’endorsement per Ambrosoli di Ilaria Borletti Buitoni (Scelta Civica), altri centristi avrebbero espresso l’intenzione di appoggiare il candidato di centrosinistra. Ma il Professore dice no. E Albertini: “Noi siamo antagonisti di destra e sinistra”

Le tentazioni di un voto disgiunto mettono alla prova Mario Monti in Lombardia, dove gli elettori non solo decideranno chi sarà il nuovo governatore ma probabilmente anche gli equilibri del prossimo Parlamento.
All'aumentare delle voci di alcuni dei suoi per un “voto utile” a sinistra, che rischiano di dividere il fronte centrista, il premier ha dovuto intimare l'alt contro "le alchimie elettorali" e "i giochetti nell'urna", perché il suo candidato è Gabriele Albertini e non Umberto Ambrosoli, che raggruppa invece le forze progressiste.

Attesa per l'intervento di Monti da Milano - Domenica 10 febbraio Monti farà chiarezza direttamente da Milano, ma ormai sul tema la campagna elettorale lombarda ha preso una svolta che non riguarda più il solo Ambrosoli: sabato è stato il leghista Roberto Maroni a dirsi sicuro che, nel segreto dell'urna, proprio il voto disgiunto lo farà diventare governatore.
E' nell'area Monti, però, che qualche conto non torna già. Nei giorni scorsi era stata Ilaria Borletti Buitoni, capolista alla Camera in Lombardia 1 per Scelta Civica, a manifestare la volontà di votare Ambrosoli alle regionali. Nella giornata di sabato a Milano, a un incontro dei centristi non schierati con Albertini, hanno fatto lo stesso appello altri candidati montiani al Parlamento, come Lorenzo Dellai e Gregorio Gitti, che però smentisce questa linea con un nota ufficiale.

Lo stop del Professore al voto disgiunto - E così è intervenuto il Professore, anche se attraverso Mario Sechi, suo spin doctor. "Le alchimie elettorali non sono il nostro mestiere, tantomeno i giochetti nell'urna", dunque "nessun voto disgiunto in Lombardia", ha detto Sechi, secondo il quale appunto "se c'è un voto utile è quello per Monti".
L'ex direttore de Il Tempo ha precisato che si tratta della posizione del premier, osservando poi: "davvero non si capisce sulla base di che cosa si possa affermare che la nostra lista sottrae voti al centrosinistra, semmai è il contrario".


Albertini: "Noi antagonisti della destra e della sinistra"
- Analisi che Albertini condivide in pieno. L'ex sindaco di Milano, intervistato da SkyTG24, ha detto (VIDEO): "Qualcuno ha proposto il voto disgiunto, tutte le opinioni sono rispettabili, noi crediamo nella coerenza degli obiettivi. La lista Monti in Italia e la nostra lista in Lombardia sono lo stesso disegno e sono antagonisti sia della destra demagogica e populista sia la sinistra ideologica e massimalista che fa capo ad Ambrosoli".
Le mosse di Ambrosoli e Maroni - Ambrosoli, che ha simbolicamente visitato la scuola di Adro che era stata "marchiata" coi Soli delle Alpi dal sindaco leghista, continua a guardare con attenzione - chiedendo "il voto disgiunto da un passato durato troppo" più che fra gli schieramenti - ma non si è inserito nel dibattito dei centristi.
E' Maroni che ha scelto di attaccare quelle che bolla come "manovre da prima repubblica, le schifezze della politica".

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