Elezioni, botta e risposta Berlusconi-Bersani sul lavoro

1' di lettura

Il leader Pdl: "Potremmo avere 4 milioni di posti per i giovani" Poi spiega: "Non è una promessa, solo un'ipotesi". Il segretario del Pd accusa il Cavaliere di "demagogia" e parla di "un insulto all'Italia". Monti: taglio dell'Irpef per 15 miliardi

Le promesse sul lavoro tengono banco nella giornata di campagna elettorale di giovedì 7. Inizia Berlusconi che parla di quattro milioni di nuovi posti di lavoro per i giovani: "Nel primo Consiglio dei ministri approveremo un decreto che consentirà alle imprese di assumere un nuovo collaboratore senza dover pagare i contributi né le tasse per i primi anni: converrà alle imprese più di un’assunzione in nero. Se ogni impresa assumesse anche un solo giovane avremo 4 milioni di nuovi posti di lavoro". Quanto basta per innescare le polemiche e spingere il Cavaliere a correggere il tiro: "La mia non era una promessa, solo un'ipotesi". Al leader Pdl risponde a distanza Pier Luigi Bersani, candidato premier del centrosinistra: "Aspettiamo ancora il milione promessi la volta scorsa", dice il segretario del Pd che accusa il Cavaliere di "demagogia".
Quanto alle alleanze dopo il voto, si ridimensiona la polemica tra Sel e Pd dopo l'apertura di Bersani a Monti. "Ognuno pensi ai poli suoi - ripete il segretario del Pd rivolgendosi al professore - io sto con Vendola e Tabacci, per Monti non ho ancora visto la sua foto di gruppo ma sarebbe con Fini e Casini che sui temi sensibili, ma anche sulle liberalizzazioni, hanno idee diverse".

Tutti gli aggiornamenti (qui per la versione mobile)



Leggi tutto