Monti: “Non siamo il partito dei notabili”

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Il presidente del Consiglio difende i suoi capilista alla Camera: “Persone che hanno avuto un successo che viene dalla competenza e dal merito”. E torna sul tema lavoro: “Attenuare differenze tra precari e non”

"I capilista alla Camera di Scelta civica rappresentano eccellenze italiane in tanti ambiti diversi che vanno dall'industria alla ricerca, dall'università al terzo settore e alla conservazione dei beni culturali. E' vero, sono tutte persone che hanno avuto successo, alcune anche economico, ma si tratta di un successo che viene dalla competenza e dal merito non da rendite di posizione, dal controllo di un territorio o dal presidio di una corporazione. Nulla a che fare con il notabilato dunque". Lo scrive Mario Monti, in una lettera al Corriere della Sera, per replicare ad un articolo di Aldo Cazzullo apparso il 31 gennaio che attribuisce alla lista Monti l’immagine di “partito dei notabili”.
Il presidente del Consiglio poi, venerdì 1 febbraio, intervenendo in una scuola del centro storico di Napoli ha detto che i partiti devono "rassegnarsi a fare sacrifici in modo che gli italiani, soprattutto quelli meno agiati, ne facciano meno" (VIDEO). Sempre nel capoluogo campano, dopo aver visitato "Casa Tonia", struttura di accoglienza e reinserimento sociale di ragazze madri, Monti ha parlato anche di criminalità organizzata: "Le vittime della camorra, molte "uccise in Campania per errore di persona, sono drammi pazzeschi. Dobbiamo impegnarci tutti molto di più. A queste cose io credo debba guardare la politica e non agli interessi dei partiti" (VIDEO).

“Sconfiggere cinismo e malgoverno” - "Una delle malattie italiane che ci proponiamo di sconfiggere - aggiunge il candidato premier di Scelta civica- è quella del cinismo, che si manifesta anche nelle etichette appiccicate troppo superficialmente. Chiamare elite chi ha competenze, o confondere la classe dirigente con il notabilato è, a mio avviso, una chiara manifestazione di questo cinismo". "Mai nella storia recente del nostro Paese un movimento politico, fatto interamente di cittadini, si è costituito in una settimana, per affrontare le elezioni nel giro di un mese e mezzo. Mai tante eccellenze della società civile, provenienti da culture e storie diverse, hanno fatto la scelta di mettersi in gioco invece di continuare a indulgere nello sport nazionale della critica fine e a se stessa". "Cinismo e malgoverno - conclude Monti nella lettera al Corriere della Sera - hanno lavorato insieme per indebolire le risorse di cui la nostra nazione è ricca. Dobbiamo sconfiggerli entrambi se vogliamo far salire l'Italia e gli italiani".

“Contratti a tempo indeterminato più flessibili” - In una lunga intervista al Mattino, il premier uscente sottolinea che "ciò di cui l'Italia ha bisogno è diventare un Paese più moderno, più competitivo e più equo. Può farlo solo costruendo una vera economia di mercato, che sia insieme sociale e competitiva, e non può darcela né un polo di destra costituito da Pdl e Lega, né uno di sinistra fondato sull'alleanza tra Pd e Sel. Allora bisogna riunire le forze e le volontà riformatrici e costituire una massa d'urto per superare le resistenze di interessi costituiti delle lobby che ostacolano il progresso del Paese, la concorrenza e il merito". E sul lavoro osserva: "Vogliamo proporre al Paese un piano di riforma che abbia nella semplificazione il suo punto centrale. Dobbiamo incentivare le imprese straniere a investire in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno". "Bisogna ridurre il divario di protezioni che c'è tra i lavoratori dipendenti inclusi nel sistema e i precari. La nostra formula sarà quella di sperimentare, attraverso la contrattazione collettiva, un contratto a tempo indeterminato che sia più flessibile e meno costoso e porti gradualmente al superamento dell'attuale dualismo del mercato del lavoro subordinato". In concreto, prosegue, "significa garantire a fronte di un'assunzione a tempo indeterminato, in caso di licenziamento non discriminatorio, tutela a tanti giovani che oggi ne sono privi".

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