Monti: "Quella di Berlusconi è stata battuta infelice"

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Il premier torna sulle affermazioni fatte sul regime fascista dal Cavaliere nel corso dell'inaugurazione del Memoriale della Shoah a Milano. Andrea Riccardi: "Leggi razziali affondano le radici nella marcia su Roma". La rassegna stampa

Non si placa la polemica per le parole di Silvio Berlusconi che, all'inaugurazione del memoriale per la Shoah alla stazione di Milano nel Giorno della Memoria, ha affermato che il fascismo fece anche delle buone cose, pur riconoscendo che le leggi razziali furono la sua peggiore colpa. E a nulla è valsa la rettifica, arrivata in tarda serata, con la quale il Cavaliere ha precisato che "il fascismo fu una dittatura". Una rettifica che aiuta ma non basta visto che la polemica su Mussolini che non era come Hitler e sulle cose buone fatte dal fascismo, ha condizionato per intero la giornata. Lunedì mattina, intervenendo alla trasmissione Omnibus, Mario Monti ha affermato che  "quella di Berlusconi, se èstata una battuta infelice, è stata davvero infelice" per il luogo l'occasione in cui è avvenuta.

Riccardi: "Leggi razziali affondano radici in Maria su Roma" - Il Corriere della Sera riporta le parole di Walker Alfonso Meghnagi, nuovo presidente della comunità ebraica di Milano. Proprio colui, tra l'altro, che nel corso della giornata di domenica ha accompagnato Silvio Berlusconi al Binario 21 della Stazione Centrale, il memoriale. "A me adesso dispiace di averlo accompagnato dentro e fuori dal Memoriale. Questa vicenda non ci voleva, in una giornata così, importantissima". Meghnagi torna poi sulle parole del Cavaliere, definendole "un'affermazione gravissima" e ricordando che "Mussolini non se la prese solo con gli ebrei. Cancellò la libertà, la democrazia. La dittatura è dittatura, la storia non si può cambiare". Critiche all'ex premier arrivano anche dall'editorialista Pierluigi Battista, che sottolinea "la vacillante conoscenza delle date della storia in casa da parte del leader del centrodestra. Nel '38, quando Mussolini e il regime fascista vararono l'orrore delle leggi razziali, non c'era nessuna alleanza bellica con la Germania di Hitler". Battista ricorda poi l'episodio di qualche anno fa, quando "aizzato dallo storico giornalista britannico Nicholas Farrel (Berlusconi, ndr) non seppe frenarsi nel dire che Ventotene, durante il fascismo, più che un luogo dove venivano confinati gli oppositori (...) era soprattutto un luogo di 'villeggiatura'".

Assunta Almirante: "Ci parlo spesso. Non è un fascista"
- Su Repubblica interviene invece il ministro Andrea Riccardi, che era presente anche lui a Milano all'inaugurazione del Memoriale. che ricorda come "la Shoah non è stata mica un incidente di percorso del fascismo. Ha i suoi prodromi nelle leggi razziali del '38, che a loro volta affondano le radici nella marcia su Roma del '22. E' qui che comincia la tragedia. Rubare la libertà agli italiani per poi rubare la vita agli ebrei. Storicamente è andata così". Il quotidiano diretto da Ezio Mauro sente poi anche Assunta Almirante. "Io con Berlusconi qualche volta ci ho chiacchierato. Ve lo assicuro, lui non è un fascista" dice la vedova del leader storico del Msi. E attribuisce le frasi del Cavaliere "forse a un po' di invidia".

Il Giornale elenca le opere del Duce
- A prendere le difese di Berlusconi è Il Giornale che affida alla penna di Roberto Chiarini, docente di Storia contemporanea alla Statale di Milano, un lungo elenco di opere realizzate durante il ventennio fascista. "Al Cavaliere interessa intercettare un orientamento che sa condiviso da una larga parte dell'opinione pubblica moderata, quanto meno scettica, se non apertamente contraria alla koinè ufficiale dell'antifascismo che individua nella Resistenza una netta rottura di continuità nella storia d'Italia. Un'opinione pubblica magari non apertamente nostalgica, ma non per questo disposta a far propria la 'memoria rossa'". Secondo Chiarini, Berlusconi voleva riferirsi alle "opere e istituzioni di cui (il fascismo, ndr) si rese promotore vuoi per ammodernare la dotazione infrastrutturale del nostro Paese vuoi per creare un abbozzo di welfare in una società che ne era ancora completamente sprovvista."

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