Elezioni 2013, ecco i partiti con i candidati più giovani

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Secondo i dati elaborati dalla Coldiretti sulle liste dei candidati, nella prossima legislatura potrebbero essere eletti deputati e senatori con un’età media più bassa della precedente. In aumento anche il numero di donne. I DATI

I candidati più giovani sono, in media, quelli del Movimento 5 Stelle. I più vecchi quelli di Rivoluzione Civile di Ingroia. Mentre le donne abbondano soprattutto nel Pd e latitano tra i seguaci di Beppe Grillo. Se rinnovamento anagrafico e quote rosa sono ormai elementi importanti nel dibattito politico, allora un primo segno di cambiamento arriva dalle liste elettorali. Analizzandole, infatti, si possono ottenere utili indicazioni su come sarà composta la prossima legislatura. Ed è proprio quello che ha fatto la Coldiretti che, in occasione dell'assemblea nazionale nel corso della quale è stato riconfermato presidente Sergio Marini, si è presa la briga di analizzare tutte le liste presentate dai principali partiti e di leggerle attraverso i parametri dell'età e del genere. Con risultati, in certi casi, sorprendenti.

Bersani rosa, Grillo macho – Considerata l'enfasi sul ricambio generazionale di Beppe Grillo, non stupisce che la palma delle liste più giovani spetti al M5S. Secondo i dati di Coldiretti l'età media dei candidati “grillini” alla Camera e al Senato è infatti la più bassa di tutti: in media, rispettivamente, 39,3 e 42,3 anni. Sorprende un po', invece, che la “rivoluzione” proposta da Ingroia venga portata avanti da quelli che risultano i candidati più anziani: 47,6 anni alla Camera e 49,9 al Senato. Ma le sorprese ci sono anche sul fronte del genere. Se il Pd si conferma il partito più rosa (45,4% di donne alla Camera 48,2% al Senato), le liste con più maschi sono quelle del M5S: solo il 14,6% di candidati al femminile per il ramo più basso del Parlamento (record negativo), appena il 23,2% per quello più alto (di peggio, fa solo il Pdl con il 21,1%). Quanto alla Lista Monti, il premier sembra scegliere il centro anche su questo fronte con risultati molto vicini alle medie complessive. Alla Camera il senatore a vita presenta una batteria di candidati con un’età media di 46,5 anni e il 30% di donne. Al Senato l'età sale a 53,3 anni, le donne scendono al 26,6%.

Parlamento più giovane – L'indagine di Coldiretti si basa sull'analisi di tutte le liste presentate nelle varie regioni dai partiti principali (“quelli che presumibilmente supereranno il 5%”, dice l'associazione) e permette così di farsi anche un'idea generale, che ovviamente potrebbe anche discostarsi dal reale esito del voto. In questo senso i calcoli dicono che l'età media complessiva dei candidati di tutte le formazioni è pari a 46,5 anni alla Camera e a 49,8 al Senato. Con una percentuale di donne, rispettivamente, del 33 e del 33, %. Questo vuol dire che il prossimo Parlamento sarà più giovane e più rosa? La certezza non c'è, la speranza sì. I dati, infatti, se confrontati con la media dei parlamentari uscenti, autorizzano un cauto ottimismo visto che l'età media dei deputati dell'ultima legislatura era di 54 anni e quella dei senatori di 57. Quanto alle donne, erano il 21% a Montecitorio e il 19% a Palazzo Madama. Insomma, le liste di quest'anno fanno meglio, ma più che di una speranza non si può parlare. Coldiretti infatti ha elaborato solo le media complessive e non quanti e quali seggi hanno più probabilità di ottenere i singoli partiti, impresa improba tenendo conto della legge elettorale che al Senato assegna il premio di maggioranza su base regionale e dell'equilibrio che i sondaggi segnalano in alcune Regioni. Insomma, per sapere se avremo dei legislatori meno anziani e più donne bisognerà aspettare il 25 febbraio.

Perché questo studio – La più grande associazione di rappresentanza dell’agricoltura in Italia ha presentato i risultati di questo studio all’indomani di un’Assemblea nazionale in cui è stata eletta un direttivo con un’età media inferiore ai 45 anni. Anche in Coldiretti, insomma, c’è forte attenzione al tema del ricambio generazionale, come viene spiegato nella nota che accompagna lo studio: “I primi segnali di cambiamento che vengono dalle proiezioni sui risultati elettorali incontrano le attese di cittadini e dalle imprese in un Paese come l’Italia che ha la classe dirigente più vecchia in Europa con una età media di 59 anni, con punte di 67 anni per i banchieri, di 63 per i professori universitari e di 61 per i dirigenti delle partecipate statali”.

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