Liste Pdl, Scajola non corre: "Basta a esami di moralità"

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Ore decisive per la definizione dei nomi in vista delle elezioni. L'ex ministro dell'Interno annuncia che non si ricandiderà: "Per la dignità mia e della mia famiglia non sopporto più esami"

Nervi sempre più tesi nel Pdl, alle prese con la definizione delle liste. Le trattative su Campania, Sicilia e Lazio sarebbero ancora in alto mare, a pochi giorni dalla presentazione dei candidati. Con il passare delle ore, infatti, il quadro politico si sarebbe complicato. Anche alla luce dello strappo di Claudio Scajola che nella mattina di sabato 19 gennaio ha annunciato di non voler più correre.
"Per la dignità mia e della mia famiglia non sopporto più esami da parte di alcuno sulla mia moralità", ha spiegato.
A Palazzo Grazioli, dove è riunito in maniera permanente una sorta di comitato ristretto presieduto da Silvio Berlusconi per la scelta dei nomi, si respira un clima molto difficile. Sul tavolo, c'è innanzitutto la questione dei cosiddetti 'impresentabili'. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, starebbe prevalendo la linea dura.

Da Dell'Utri a Cosentino, chi rischia nel Pdl - Il Cavaliere si starebbe convincendo della necessità di dare un segnale forte non candidando chi è sottoposto a vario titolo a procedimenti penali. Rischierebbero quindi di restare fuori esponenti di spicco del partito: non solo Marcello Dell'Utri ma anche Nicola Cosentino, che fino a poche ore fa era dato sicuro al Senato in terza posizione.
Secondo alcuni l'ex sottosegretario all'Economia, di fronte ad un'eventuale esclusione, avrebbe chiesto garanzie per assegnare seggi certi ad alcuni suoi fedelissimi. Sarebbero quindi fuori dai giochi anche tutti coloro considerati in bilico in questi giorni: da Alfonso Papa a Marco Milanese a Luigi Cesaro (anche se secondo alcune voci l'ex presidente della Provincia di Napoli potrebbe cedere il posto a suo figlio Armando).

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