Bersani: "Non credo alla patrimoniale, abbiamo già l'Imu"

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Il segretario del Pd: "Bisogna inserire una progressività che favorisca chi è più in difficoltà”. Un’altra manovra? “Spero di no, ma non racconto favole”. Il Pd toglie dalle liste gli "impresentabili" Crisafulli, Papania e Caputo

Non voglio fare Robespierre o Saint-Just: niente patrimoniale ma solo la tracciabilità fiscale. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, il giorno dopo l'avvio ufficiale della sua campagna elettorale, assicura che non pensa a una patrimoniale sui patrimoni finanziari e ricorda che quella immobiliare già c'è e va rimodulata, togliendola a chi quest'anno ha pagato 4-500 euro. "Io non credo a una patrimoniale, l'abbiamo già sugli immobili e si chiama Imu. Su questa penso ci debba essere una maggiore progressività. Per quel che riguarda il resto dei patrimoni non intendo affatto concepire una patrimoniale perché penso
che il nostro problema sia la tracciabilità, per una Maastricht della fedeltà fiscale".

Bersani: No alla patrimoniale" - Il no alla patrimoniale non piace però a Susanna Camusso: "Il mondo è bello perché è vario, ognuno ha le sue opinioni", dice per poi spiegare che per la Cgil che l'Imu è stata una patrimoniale immobiliare "non sufficiente a ricostruire un punto di equilibrio sulla progressività fiscale e sulla giustizia fiscale che è necessaria in questo Paese". Il segretario del Pd e candidato premier del centrosinistra (LO SPECIALE ELEZIONI) nota che con Berlusconi al governo la pressione fiscale è aumentata di quattro punti e promette che, appena sarà possibile, alleggerirà la pressione Irpef e Irap su lavoro, pensioni basse e imprese che investono e assicura: "mai più condoni, mai più!". "Una manovra? Spero di no, ma non racconto favole" VIDEO

“Nessun accordo con Monti” - Quanto al presunto patto di non belligeranza con Monti, il leader Pd smentisce: "Non so perché si scrivono queste cose. Non c'è nessun accordo. C'è una civiltà della discussione anche perché ci sono decisioni di governo, come il Mali e i prefetti, ancora da prendere insieme". Una spiegazione che molto probabilmente ha dovuto dare anche a Nichi Vendola, con cui si è incontrato stamane e che ha tranquillizzato l'alleato di Sel. Con lui Bersani ha messo in cantiere una serie di appuntamenti elettorali in tandem, non ultima la presenza alla conferenza di programma della Cgil il 25 e 26 febbraio.

"Marchionne rispetti i politici" - Bersani risponde poi alle critiche mosse dall’amministratore delegato della Fiat ai politici: "Marchionne provi a contestare le mie parole quando dico che la cassa integrazione si giustifica solo se serve per allestire nuove linee di produzione e dunque nuovi posti di lavoro e che il governo dovrebbe chiedere spiegazioni alla Fiat. Non mi sembra un'oscenità. Marchionne rispetti i politici".

Il Pd toglie dalle liste Crisafulli, Papania e Caputo - Il Partito democratico intanto ha posto al parola fine alla questione dei cosiddetti "impresentabili". Commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico, presieduta da Luigi Berlinguer ha infatti deciso di togliere dalle liste Mirello Crisafulli e Antonio Papania, Nicola Caputo. Bruna Brembilla e Antonio Luongo hanno invece deciso di rinunciare volontariamene alla candidature. "E' giacobinismo allo stato puro. Un errore e una scorrettezza clamorosa. Spero che il mio partito non continui su questa strada, quando si sceglie la via della purezza c'è sempre uno piu' puro che ti epura" ha commentato il senatore Vladimiro Crisafulli. Duro anche il commento di Nicola Caputo: "Sono esterrefatto. Ho detto che sto in un partito difficile. Mi chiedo quanto valgono le regole? Basta un solo un avviso di garanzia per mettere uno fuori gioco".

Si chiudono le liste - Nel frattempo Pdl e Lista Ingroia sono impegnati nella chiusura delle liste dei candidati. E in vista delle elezioni in Lazio Marco Pannella ha annunciato di voler accettare la proposta di candidatura per esponenti radicali nelle liste di Francesco Storace. Sarà un "accordo tecnico" spiegano entrambi. Mentre Giulia Bongiorno ha presentato ufficialmente la sua candidatura alla presidenza della Regione Lazio con una lista civica sostenuta da Udc e Fli.

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